Ideali e azioni per la collettività

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Questo blog ha la funzione di portare all’attenzione di tutti coloro che vogliono spendersi per una Capo d’Orlando più libera, vivibile e all’insegna del pluralismo, fatti azioni e proposte concrete per far si che questa terra possa sfruttare al meglio tutte le potenzialità che una natura generosa gli ha riservato.

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Idea ! . . . Laboratorio Polifunzionale autogestito dagli anziani.

UN Laboratorio Polifunzionale seguendo le indicazioni dei patti di collaborazione tra il Comune e le Scuola autogestiti dai residenti più anziani, i quali lo frequentano svolgendo attività variegate che spaziano dalle discussioni e confronti su lavori fino alle proposte legate alle varie professionalità presenti tra i fruitori.
La particolarità del Laboratorio Polifunzionale è la Partecipazione, Giovani, Pari opportunità, risiede nella volontà auto-organizzativa espressa dai partecipanti, ribadendo così il loro ruolo attivo all’interno dei progetti da sviluppare.
Troppo spesso infatti, gli anziani sono relegati a passare il proprio tempo libero in spazi dove la loro presenza è ridotta alla passività e dove vengono meno i legami sociali e comunitari di cui ognuno di loro sente ancora la necessità.


 Allenare le capacità democratiche di autogestione nelle fasce di età più avanzate risulta dunque fondamentale per mantenere vivi questi legami e per restituire dignità alle forme aggregative autonome in grado di rompere le barriere che isolano e nascondono le vite e i corpi dei più anziani, permettendogli così di tornare al centro della comunità.

Una funzione di sicurezza e gestione delle emergenze piuttosto che di controllo sullo spazio e sulle attività, conciliando così il recupero valori in disuso con la diffusione dei principi della sussidiarietà e dell’amministrazione condivisa a tutte le fasce d’età.
Potrebbe tornare utile a questo fine la predisposizione, da parte del Comune, di strumenti appositi per pubblicizzare il contenuto dei patti di collaborazione, permettendo così ai cittadini di conoscere le modalità e le indicazioni dei vari patti e al Comune stesso di abbracciare compiutamente il paradigma amministrativo orizzontale.

Interconnessione tra saperi

Cosa c’entra uno psicologo con un agronomo, un economista con un falegname,  un idraulico con un fotografo o con un filosofo-giornalista e così via?

Sembrano è sono INTERFERENZE appunto!  un inusuale intreccio di pensieri e visioni messi a confronto.

 I confini tra professioni e conoscenze si dissolvono dando vita a particolari prospettive su temi di grande attualità: dalle intelligenze verdi- artificiali-alle nuove connettività, dalle scienze cognitive legate al movimento alla “regola d’arte del dettaglio” o all’ospitalità-alle regole del quieto vivere e rispetto reciproco.

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 Un confronto tra  i saperi ed esperienze dirette che servano alla vita vissuta.

Crescere Innovatori

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Da soli non ci si salva !!  

  con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.

                 accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso

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Cerchiamo volonterosi per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere, aprirsi al lavoro produttivo.

Abbiamo dei progetti ! da realizzare ! 

Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.

CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI NEL REALIZZARE

Dalle visioni alle strategie, dalle strategie ai progetti - alle realizzazioni.

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 – tel. mob. 347-4629179  e-mail : comitato@trazzeramarina.it

Cosa vuol dire patrimonio?

Patrimonio è un termine che affonda le sue radici assume il significato di: ricchezza comune, bene pubblico, eredità collettiva, trasmissione generazionale. Inoltre questo termine ci pone di fronte ad alcune questioni centrali: di cosa siamo eredi? Cosa vogliamo conservare? Oppure, al contrario:cosa è indisponibile alla conservazione?
E’ forse ingenuo domandarsi il perché di un rinnovato interesse nei confronti del patrimonio in un momento di crisi come quello attuale. Non si tratta solo di uno spirito di stampo conservatore ma piuttosto di un forte legame che esso assume all’interno del dibattito sui beni comuni.
Basti pensare, ad esempio, a come, negli ultimi anni, il dibattito nazionale sia stato guidato principalmente da autori come Settis, Montanari e Mattei che, non solo hanno messo in risalto il rapporto imprescindibile che questo concetto ha con la politica, con i processi di privatizzazione della cultura e con le strategie di risanamento del debito pubblico, ma anche con l’importanza di una visione condivisa di ciò che secondo la comunità e per la comunità ha un valore.

Chi decide cosa è patrimonio?

Negli ultimi decenni la nozione stessa di patrimonio è deflagrata all’interno di contesti molto diversi e ha assunto categorie variegate (si pensi al patrimonio rurale, immateriale…). Queste nuove classi di patrimonio, se da un lato rendono sempre più difficile definire chiaramente cosa il patrimonio sia, dall’altra mettono in campo una nuova domanda: chi decide cosa è patrimonio e in base a quali strumenti?
Questa prospettiva mette fin da subito in campo una accezione attiva e pragmatica del termine: il patrimonio quindi, in questo senso, si configura come un costrutto sociale in senso ampio ed è soggetta quindi a differenti interpretazioni.

Gli aspetti conflittuali del patrimonio

Così definito, questo concetto assume, all’interno del dibattito sulla città, un ruolo centrale e fortemente ambiguo, mettendo in evidenza un divario significativo tra progetti istituzionali ed esperienze locali.
L’uso di questo concetto, infatti, all’interno dei processi di rivendicazione di uno spazio da parte di diversi attori locali, manifesta un diritto a prendere parte alle decisioni politiche per la città, inoltre, permette di mettere in risalto l’attribuzione di valore che viene riconosciuta, da attori diversi e in momenti e modi differenti, ad un luogo o ad un manufatto.
Partendo quindi dall’osservazione dello spazio, non solo nella sua struttura e morfologia, ma anche nelle dinamiche che lo attraversano e nei processi che si definiscono e vi trovano sede, appare chiara la necessità di tornare a riflettere su alcuni termini, dai significati apparentemente consolidati, ma che assumono un valore diverso a seconda delle persone che li definiscono.
Da qui il rapporto imprescindibile con i beni comuni: chi li definisce come tali? All’interno di quale contesto e secondo quale valore?La presa in cura di uno spazio è un elemento sufficiente per garantirne il carattere pubblico e per esprimerne un valore?

Fonte: Labsus  parte di articolo scritto da

Abbiamo bisogno di crescere; gli ambiti operativi sono tanti e il percorso è tutto da “studiare”.

Formare un gruppo di unità d’intenti è alquanto complesso, ma i benefici che se ne possono trarre ne fanno indubbiamente un’arma vincente. Essere cittadini attivi aiuta !!

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Da soli non ci si salva !!  

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Abbiamo dei progetti ! da realizzare ! 

Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.

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rifletti ! . . . facciamo squadra ! ! . . .

Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme.

Proverbio giapponese

In queste poche parole, è racchiuso il significato più profondo del lavoro di squadra: un individuo può avere dei limiti che vengono superati dalla collaborazione con altre persone, condividendo gli stessi obiettivi.

Risulta estremamente rilevante la coesione del gruppo e la condivisione delle competenze. Costruire un gruppo, dove “costruire” rappresenta il nocciolo del problema: scegliere un numero più o meno ampio di persone da far collaborare è diverso dal far sentire queste persone una squadra. Eppure è un’esigenza e, insieme, un valore aggiunto, sperimentabile non solo nel mondo del lavoro, ma anche in famiglia e a scuola, nei gruppi associativi etc. Questo è necessario per lavorare con coesione, fiducia, motivazione ed autostima.

 Non esistono persone incapaci di lavorare in squadra, per caratteristiche fisiche o mentali: bisogna però attivare i giusti canali, di comunicazione e motivazione, per creare il network di esperienze, mettendo in contatto tutti i membri del gruppo.
Serve lavorare in questo modo all’interno di una famiglia? Assolutamente sì! Sentirsi squadra non mette al riparo dalle difficoltà, ma aiuta a reagire agli imprevisti con maggior reattività (divenendo resilienti) e una capacità di problem solving.

Per fare questo, bisogna imparare a non temere il giudizio degli altri e mettersi in ascolto, senza pregiudizi. Perché la squadra funzioni, servono tempo e volontà di cambiare, in meglio. Il gruppo in questo senso ha un ruolo fondamentale perché motiva la squadra e ricorda l’obiettivo comune, valorizzando i talenti di ciascuno. Pensiaci ! non è compito di ogni persona ? . . .

Le idee diverse creano gruppi migliori, grazie al continuo confronto fra pensieri e idee, che stimola creatività ed efficienza.

C’è poi un altro elemento da considerare. Le donne sono più inclini a collaborare, ascoltare e includere. E quindi a gestire al meglio i team.

Formare un gruppo di unità d’intenti è alquanto complesso, ma i benefici che se ne possono trarre ne fanno indubbiamente un’arma vincente. Essere cittadini attivi AIUTA !! . . .

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Abbiamo dei progetti ! da realizzare ! 

Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.

CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI NEL REALIZZARE

I sogni sono importanti, purchè si realizzino !. . . si nasce con tanti sogni per la testa, con tante fantasie, che finiscono poi per arenarsi tra le dune della nostra maturità, non appena smettiamo di essere bambini. Viviamo in una società che considera bambini e sognatori dei prodotti incompleti, mancanti di qualcosa, quasi quasi da non prenderli in considerazione ! . . .

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costruimo il sociale per il territorio ! . . .

Costruire un territorio intelligente non è solo una questione di hardware, software e digital, ma di capitale umano, sociale, relazionale e ambientale» La città deve essere quel luogo in cui è desiderabile vivere, lavorare, organizzare la propria vita e trascorrere il tempo. Questo compito non è e non deve essere riservato a pochi ! La partecipazione alla buona riuscita delle scelte d’intelligenza territoriale si riflettono sul territorio stesso.

Il Comitato lavora sul potenziale dei ragazzi nel diventare attori del cambiamento, rendendoli consapevoli della realtà in cui vivono e promuovendo i loro progetti d’innovazione sociale. Abbiamo voglia di coinvolge l’intero sistema operante intorno ai ragazzi, creando alleanze strategiche con diversi attori del settore.

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Vogliamo assumerCi un ruolo nel modificare questo scenario – ed educare i giovani alle competenze necessarie per vivere nel mondo estremamente dinamico di oggi. Per farlo, collaboreremo con strutture adeguate a farlo in Italia il programma Crescere Innovatori.  Il Comitato sta quindi creando una rete per include i ragazzi, gli imprenditori, le aziende, altre organizzazioni e le istituzioni. 

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La prima iniziativa del programma Crescere Innovatori in Italia è il concorso Generazione Anticorruzione, che punta a coinvolgere i giovani come attori del cambiamento nella promozione della legalità nella loro realtà quotidiana e locale, e a selezionare e promuovere le soluzioni più innovative per il contrasto alla corruzione nella propria comunità.

Crescere Innovatori

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Da soli non ci si salva !!  

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considerazione ! . . .

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Abbiamo dei progetti ! da realizzare ! 

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Si discute parecchio del condividere ! . . . ma ! . . .chi condivide davvero?

Il termine “condivide et impera” è di certo una della cose migliori partorite dal mio cervello (e adesso anche un libro), se non l’unica. Cosa significa?
Significa che, al contrario di quanto sostenuto dai saggi latini in ottica di guerra e controllo del potere e del territorio, nel mondo del Web 2.0 e più ancora in quello del Web 3.0, la condivisione è al centro di tutta una attività di personal branding e di affermazione personale ed aziendale.
Ma cosa vuol dire condividere? Secondo Treccani significa spartire insieme con altri. Spartire, capite?

L’equivoco secondo me, in ottica social ma non solo, nasce proprio da quello che ognuno di noi intende per spartire con gli altri.
Il problema del nostro mondo è che molti, moltissimi e molte aziende, pensano che condividere si riferisca solo e soltanto alla propria roba. Ai propri contenuti, ai propri prodotti, alle proprie idee, ma in realtà non è così che deve funzionare.
Condividere vuol dire spartire con gli altri anche quello che E’ degli altri. Vuol dire prendere l’altrui contenuto, l’altrui idea o modo di pensare e condividerlo con i nostri contatti, quindi avvalorarlo.
Condividere vuol dire investire tempo e risorse e impegno nel trovare qualcosa che ci piaccia, prenderlo sotto l’ala dei nostri pulsantini sociali, e condividerlo verso le persone che si fidano di noi.
Condividere, in definitiva, è dare fiducia e mettersi in gioco.

Qual è invece la realtà di gran parte di quello che vediamo e viviamo tutti i giorni? La realtà è che ognuno produce per se e vorrebbe (spesso vuole ed alcune volte pretende) che gli altri condividessero, aggirando tutta la parte riguardante il “io condivido le cose degli altri”.
Questo avviene per tutti, ma soprattutto in ottica aziendale. Le aziende hanno il TERRORE di condividere qualcosa che non è da loro prodotto, come se fosse un modo di fare “pubblicità” ad altri?
Il risultato è che ognuno spara fuori le proprie cose, soltanto, chiedendo agli altri di condividerle, configurando un atteggiamento che non è più di condivisione ma di puro e semplice spam.

Io ho una serie di siti dei quali seguo i feed: sono tanti ma non tantissimi, diciamo che sono circa una cinquantina. Chi c’è in questi feed? Ci sono i siti che io, semplicemente, ritengo credibili. I siti dei quali mi fido, i siti i cui contenuti anche se non in linea con quello che penso, sono contenuti veri. Giusti. Corretti. In una parola, di nuovo, credibili.

Ci dobbiamo tutti mettere in testa, noi individui e le aziende, che condividere le cose prodotte da altri, le cose di qualità e credibili, è il primo passo perchè anche le nostre cose, quando sono di qualità e credibili, vengano ricondivise.
Io ho un’agenzia che si occupa di social media e di formazione, quello che fanno altre decine e decine di agenzie in Italia, come Ninja Marketing, Web in Fermento o Marketing Arena ad esempio. Questo dovrebbe impedirmi di condividere il contenuto di qualità che viene prodotto sui loro siti perchè ho paura di dare visibilità ai loro canali? Assolutamente no!
Se scrivono qualcosa di utile ed interessante sarà mia cura e mio interesse divulgarlo, per mantenere alta la qualità della produzione dei miei canali sociali. Se condivido cose di qualità le persone mi premieranno, e se le cose non sono mie mi premieranno ancora di più perché do loro un servizio a prescindere dal mio tornaconto.

Tutte le mattine io apro i feed, leggo le notizie che reputo interessanti e le pubblico, aumentando la mia credibilità, perchè alzo il livello delle mie condivisioni e l’attenzione nei miei confronti.
Dobbiamo smettere di pensare che gli altri debbano condividere le nostre cose mentre noi non condividiamo le cose di nessuno se non le nostre. Dobbiamo smettere di chiedere agli altri di condividere quando noi siamo i primi a non farlo.

Quid pro quo. Dare per avere. Spartire insieme con altri. Questo è condividere.
Il resto è spam.

Fonte: Rudy Bandiera divulgatore digitale

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Potersi fidare della gente !  La fiducia Bisogna meritarla, insomma ! Ecco perché la frase “imparare a condividereassume un significato del tutto nuovo in questo contesto: è imperativo essere genuini, sinceri, consapevoli, attenti nel rapporto faccia a faccia, non solo offrire idee - servizi o prodotti su web.

Collaboriamo

Vuoi saperne di più sulla condivisione ?  Vuoi sapere come utilizzando i servizi collaborativi guadagni, risparmi, fai bene all’ambiente e ti senti un po’ meno solo ?

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Imparare a condividere:

È un processo destinato sicuramente a restare e a crescere, con forti probabilità di arrivare a risultati positivi un po’ per tutti, racchiude aspetti innovativi a livello economico, sociale e umano (fiducia, scambio, condivisione, ecc.)  tanto quanto lo sviluppo di Internet, non ci si limiti a imporla come un puro “contratto finanziario” o, peggio, non venga usata per spingere l’ennesima bolla speculativa !

Ovviamente il successo dipende per buona parte, se non interamente, dalla capacità di creare comunità forti composte da individui accomunati dalla stessa passione, con un senso del condividere altrettanto forte. Ribadendo quanto segue sulla delicata questione della fiducia: l’interazione con la persona è estremamente importante, perché crea un livello di fiducia che n’è rende più autentico l’uso e il senso condiviso di lealtà, è positività.

Potersi fidare della gente !  La fiducia Bisogna meritarla, insomma ! Ecco perché la fraseimparare a condividereassume un significato del tutto nuovo in questo contesto: è imperativo essere genuini, sinceri, consapevoli, attenti nel rapporto faccia a faccia, non solo offrire idee - servizi o prodotti su web.

Collaboriamo

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protagonisti attivi del cambiamento ! . . .

Vorremmo supportare le scuole nel lanciare programmi innovativi e partecipare attivamente al dibattito nazionale, agendo come portavoce. 

Spostare la didattica verso metodologie orientate all’empatia e all’autoimprenditorialità, competenze che stanno emergendo sempre più come determinanti per il successo dei ragazzi, non solo nel mondo accademico e del lavoro, ma anche nella complessa società in cui viviamo, dove le innovazioni si susseguono ad un ritmo sempre più martellante. L’empatia è la capacità degli individui di risolvere conflitti, collaborare, mediare tra interessi, ascoltare in modo efficace e prendere decisioni dove non esistono delle regole o dei precedenti. Per autoimprenditorialità si intende invece la capacità di creare, guidare, formare una squadra e avere un impatto sulla realtà che circonda il singolo. Queste sono argomentazione da affrontare con urgenza, le competenze necessarie per essere attori attivi e positivi della complessa realtà contemporanea. 

Il nostro impegno come Comitato ambisce dunque ad essere un movimento che, dal basso, porti all’emersione di un nuovo paradigma didattico nel nostro territorio.

Chi comincia a percepirsi come agente del cambiamento da giovane ha molte più possibilità di diventare un professionista di successo o di portare cambiamento nelle istituzioni in cui vive e opera. Per avere successo in un mondo caratterizzato da cambiamenti rapidi, i giovani devono allenarsi ad avere un’idea, costruire una squadra e intervenire attivamente nella realtà in cui vivono. Il Comitato lavora sul potenziale dei ragazzi nel diventare attori del cambiamento, rendendoli consapevoli della realtà in cui vivono e promuovendo i loro progetti d’innovazione sociale. Abbiamo voglia di coinvolge l’intero sistema operante intorno ai ragazzi, creando alleanze strategiche con diversi attori del settore.

Il Comitato vuole assumersi un ruolo nel modificare questo scenario – ed educare i giovani alle competenze necessarie per vivere nel mondo estremamente dinamico di oggi. Per farlo, collaboreremo con strutture adeguate a farlo in Italia il programma Crescere Innovatori.  Il Comitato sta quindi creando una rete per include i ragazzi, gli imprenditori, le aziende, altre organizzazioni e le istituzioni. 

La prima iniziativa del programma Crescere Innovatori in Italia è il concorso Generazione Anticorruzione, che punta a coinvolgere i giovani come attori del cambiamento nella promozione della legalità nella loro realtà quotidiana e locale, e a selezionare e promuovere le soluzioni più innovative per il contrasto alla corruzione nella propria comunità.

Crescere Innovatori

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sistemi sociali – sviluppiamoli ! . . .

La teoria dei sistemi sociali è una teoria che mira alla comprensione della natura e del funzionamento della realtà sociale, nello sviluppo di un discorso sociologico in grado di analizzare qualsiasi aspetto della realtà sociale: dalla singola interazione ai gruppi organizzati, fino a quella complessa società che troviamo nella nostra epoca.

Uno degli assunti principali della teoria dei sistemi sociali è che i sistemi conservano la propria autonomia rispetto all’ambiente in cui operano. Esistono varie tipologie di sistemi, ognuna con la propria operazione caratterizzante.

Il Comitato Trazzera Marina si caratterizza un sistemi sociali che esercita comunicazione sensibilizzante. Le azioni possono tramutarsi in singole interazioni comunicative, organizzazioni o addirittura società.

Sensibilizzazione attraverso informazione di contenuti di senso che l’atto comunicativo cerca di trasmettere, l’azione è il mattone che dà forma al sociale, l’azione è  un momento della comunicazione.

Nella visione del Comitato Trazzera Marina i sistemi sociali  sono  reti (o processi) di comunicazioni, intrecciate fra loro e anche, teoricamente, in conflitto. La realizzazione di tali processi va incontro, però, a due problemi importanti, presenti in tutti i sistemi sociali:

Il primo problema consiste nell’errata interpretazione del messaggio comunicativo, o addirittura nella mancata interpretazione di tale scritto. Nell’interpretare il messaggio colui che dovrebbe interpretarlo potrebbe non avere le capacità per ricavarne la giusta informazione che il messaggio vuole comunicare. Chi rema volontariamente  contro per ricavarne qualsivoglia vantaggio alle proprie idee anziché sposarne altre.

Il secondo problema consiste nella mancata osservazione di risposta a quel messaggio da parte di chi lo riceve. Questo è un problema che potrebbe essere risolto dalla compresenza fisica del soggetto con cui stiamo comunicando.

Siamo per cambiare lo status quo, di chi è aprioristicamente contro qualsiasi tipo di cambiamento e crede di usare la scuola – i partiti – le associazioni etc. come luogo di indottrinamento – bisogna avere il coraggio di cambiare atteggiamenti e comportamenti sociali.

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 auguri buona pasqua 2018 immagini (1)

Il mondo sta cambiando. . . Adeguiamoci ! . . .

Il mondo sta cambiando sempre più velocemente, passando da una società governata da élite a una in cui tutti possono essere attori del cambiamento. In questo nuovo mondo, l’empatia è una delle abilità fondamentali per riuscire a risolvere i problemi e guidare il cambiamento. L’empatia determina la capacità degli individui di risolvere conflitti, collaborare, mediare tra interessi, ascoltare in modo efficace e prendere decisioni dove non esistono regole o precedenti.

Stiamo costruendo una rete globale, composta da imprenditori sociali, educatori e cittadini, perché contribuiscano a dare forma a una società in cui ogni bambino pratichi l’empatiain cui l’insegnamento dell’empatia sia fondamentale tanto quanto quello della lettura e della matematica, i genitori insistano affinché i propri figli la sviluppino e le istituzioni ne coltivino l’insegnamento e la pratica.

In passato le persone potevano servirsi di regole e gerarchie per orientarsi, ma il mondo di oggi cambia troppo in fretta. Le gerarchie vengono sostituite da gruppi che si organizzano in modo fluido, in base alle esigenze. Le norme creano conflitto e mutano, oppure non esistono affatto, e il flusso di informazioni è continuo e incerto.

Ognuno ha bisogno di sviluppare nuove abilità per riuscire al meglio in una realtà in cui i cambiamenti sono più rapidi, e la capacità di esercitare l’empatia diventa essenziale per una partecipazione attiva in una società fluida. Sentiamo il bisogno urgente di un movimento che evidenzi il ruolo fondamentale dell’empatia e le strategie più efficaci per includerla nei programmi di studio.

Perchè la didattica?

Le riforme della scuola in Italia negli ultimi anni hanno portato a vari cambiamenti all’interno delle scuole, ma tutte hanno trascurato un tema fondamentale: quello della didattica. Infatti nelle scuole italiane, da una parte vige l’autonomia didattica dei singoli istituti: ciò significa che il MIUR non ha il potere formale di intervenire sui metodi di insegnamento al loro interno. Dall’altra, la figura del preside – che pure formalmente definisce le linee guida dell’insegnamento del proprio istituto – non dispone tuttavia delle leve gestionali utili a incidervi sostanzialmente, mentre la sua capacità di influenza è invalidata dal continuo ricambio delle persone che ne ricoprono il ruolo.

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Il risultato è che la didattica italiana è rimasta ferma a metodologie e contenuti datati, resistendo all’innovazione.

Siamo per cambiare lo status quo, di chi è aprioristicamente contro qualsiasi tipo di cambiamento e crede di usare la scuola – i partiti – le associazioni etc. come luogo di indottrinamento – bisogna avere il coraggio di cambiare atteggiamenti e comportamenti sociali.

Formare un gruppo di unità d’intenti è alquanto complesso, ma i benefici che se ne possono trarre ne fanno indubbiamente un’arma vincente. Essere cittadini attivi aiuta !!

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Beni Comuni e i principi dell’amministrazione condivisa. . .

Palermo | 24-25 Maggio

 

LA CULTURA SI FA IMPRESA COMUNE

24-25 Maggio | Presso Cre.zi. Plus ai Cantieri Culturali alla Zisa

Giovedì 24 Maggio dalle 9.30 alle 18.00

Beni Comuni e i principi dell’amministrazione condivisa

Daniela Ciaffi (Labsus e UniPA)

Potenzialità imprenditoriali dei Beni Comuni

Flaviano Zandonai (Euricse)

Venerdì 25 Maggio dalle 9.00 alle 17.30

I beni comuni in pratica

Cristina Alga (CLAC)

Visita sul campo presso Ecomuseo e CLAC

Giulia Crisci e Valentina Mandalar

La quota di iscrizione per ogni singolo appuntamento è di €320,00 + iva (dove dovuta) e comprende la frequenza al singolo appuntamento. Non sono compresi i costi relativi alle spese di viaggio e di alloggio dei partecipanti nelle sedi di svolgimento del corso.

Il corso è finanziabile attraverso Fon. Coop

Per opzioni di iscrizioni personalizzate su più giorni e appuntamenti scrivi a info@sibec.eu

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 Termine iscrizioni: 29 marzo
Le iscrizioni verranno chiuse al raggiungimento del numero massimo di posti disponibili (max.30)
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Fonte :  © 2016 “LABSUS Laboratorio per la sussidiarietà c/o Studio Acreman Via del Giuba 9, 00199 Roma C.F. 97396250587
COMUNITÁ INTRAPRENDENTI – Questa informazione è fornita a scopo divulgativo gratuito - scopo sociale - per la diffusione dell’intraprendere - facendo squadra.

Formare un gruppo di unità d’intenti è alquanto complesso, ma i benefici che se ne possono trarre ne fanno indubbiamente un’arma vincente. Essere cittadini attivi AIUTA !! . . .

Risultato immagine per vignette su cittadinanza attiva

Da soli non ci si salva !!  

  con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.

                 accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso

Cerchiamo volontari per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere

Abbiamo dei progetti ! da realizzare ! 

Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.

CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI NEL REALIZZARE

I sogni sono importanti, purchè si realizzino !. . . si nasce con tanti sogni per la testa, con tante fantasie, che finiscono poi per arenarsi tra le dune della nostra maturità, non appena smettiamo di essere bambini. Viviamo in una società che considera bambini e sognatori dei prodotti incompleti, mancanti di qualcosa, quasi quasi da non prenderli in considerazione ! . . .

Dalle visioni alle strategie - dalle strategie ai progetti - alle realizzazioni.

Organizzazione – tel. mob. 347-4629179  e-mail : comitato@trazzeramarina.it