Ideali e azioni per la collettività

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Questo blog ha la funzione di portare all’attenzione di tutti coloro che vogliono spendersi per una Capo d’Orlando più libera, vivibile e all’insegna del pluralismo, fatti azioni e proposte concrete per far si che questa terra possa sfruttare al meglio tutte le potenzialità che una natura generosa gli ha riservato.

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La coprogettazione è cruciale per il successo dei Patti . . .

Oggi chiunque decida di impegnarsi in politica lo fa nel nome del cambiamento. Cambiare le regole del gioco perché ormai logore e superate, cambiare norme e leggi per rispondere ai bisogni di tutti, cambiare per rimuovere le disuguaglianze e via dicendo… Se proprio c’è qualcosa che accomuna ogni forza politica, locale o nazionale, di ispirazione civica o di più tradizionale forma partitica, è la parola cambiamento. Peccato però che, in questo modo, se ne perda il senso e la discontinuità diventa solo uno sterile ritornello utile a sminuire le responsabilità di ognuno. Ma cercare in questo modo facili consensi è miope oltre che pericoloso perché la disillusione del cambiamento oggi genera rabbia che, sempre più spesso, si manifesta attraverso la violenza.

Creatività e immaginazione

Eppure, esperienze capaci di produrre un reale cambiamento sociale nel nostro Paese non mancano. Sono rappresentate da quelle persone che hanno deciso di spendere parte del loro tempo per la cura dei beni comuni, che cercano di tradurre quella tutela dell’interesse generale che ispira la nostra Costituzione in quotidiano impegno nei propri quartieri, nelle periferie così come nel centro, per restituire alle comunità un bene confiscato o per rendere fruibile parte di quel patrimonio culturale di cui il nostro Paese è ricco. Gianni Rodari diceva che per cambiare la società «occorrono uomini creativi, che sappiano usare la loro immaginazione». Ecco, il tratto distintivo delle storie che caratterizzano oggi i Patti di collaborazione è la creatività! Intesa come esito dell’agire collettivo, come amplificatore dell’idea di una singola persona. Cosa ha a che fare il Patto di collaborazione, un atto pur sempre di natura amministrativa, con l’immaginazione? Un Patto è il tentativo riuscito di piegare la retorica del cambiamento al quotidiano lavoro di cura in grado di cambiare la realtà per davvero attraverso un sistema di regole e principi, il Regolamento per l’Amministrazione condivisa, capace di liberare le energie presenti nelle nostre comunità senza derogare ai principi generali di trasparenza, imparzialità, efficienza, efficacia che governano l’azione della pubblica amministrazione.

I Patti educativi di comunità

Le scuole sono protagoniste di sempre più numerosi Patti di collaborazione. Grazie a dirigenti scolastici e cittadini coraggiosi, sta crescendo un modello alternativo che non sminuisce l’importanza dell’istruzione come bene pubblico, ma ne allarga i confini attraverso l’apertura della scuola alla collaborazione con i cittadini della comunità scolastica e territoriale, che ne condividono così i doveri e la responsabilità. La scuola, oltre che servizio pubblico diventa così un bene comune che tutta la comunità è chiamata a sostenere. Non a caso l’art.34 della Costituzione recita «La scuola è aperta a tutti», e questa affermazione già di per sé rappresenta un valore e fa la differenza.
Il tempo della pandemia ha stravolto la quotidianità di allievi e studenti, insegnanti e genitori. La risposta delle istituzioni è stata quella di promuovere i Patti educativi di comunità attraverso le linee guida per l’Anno Scolastico 2021, strumenti operativi nati per favorire alleanze tra Scuole, Enti Locali, Istituzioni pubbliche e private, enti del Terzo Settore ma anche singoli cittadini, sulla base del principio di sussidiarietà orizzontale. INDIRE e Labsus hanno siglato un protocollo di Intesa con l’obiettivo di costituire un Osservatorio nazionale sui Patti educativi di comunità per tracciare una prima geografia di attori ed esperienze che, a livello locale, costituiscono la comunità educante ma anche favorire quel sistema di relazioni e alleanze su cui impostare Patti educativi di comunità capaci di promuovere risorse e progettualità in contesti collaborativi che rendano la Scuola, oltre che un servizio pubblico, un bene comune.
E allora quel cambiamento reale, concreto che i Patti di Collaborazione alimentano sta innanzitutto in una consapevolezza che per tanti cittadini attivi è quasi un manifesto politico: «Nessuno può farcela da solo».

Fonte : LABSUS di Pasquale Bonasora

a Scuola – a casa – in rete – in presenza . . .

Fonte: PAROLE O STILI

Parole O_Stili è un progetto di sensibilizzazione sull’uso responsabile del linguaggio.

Cari Dirigenti e cari insegnanti,
sono Rosy Russo, presidente dell’Associazione Parole O_Stili, che come sapete, ha l’obiettivo di contrastare i linguaggi d’odio e di accompagnare adulti e ragazzi nella “nuova stanza” della nostra vita che è il digitale.
Oggi ho il piacere di presentarvi la nostra proposta formativa per l’ A.S. 2021-2022.
È rivolta a voi, ma anche a genitori e studenti delle scuole di ogni ordine e grado e ha come riferimento i principi e i valori del Manifesto della comunicazione non ostile.
Spazia dal nostro progetto di Educazione Civica, a workshop di approfondimento sull’uso degli strumenti digitali fino ad attività legate a temi come cyberbullismo, fake news e sostenibilità… Un percorso semplice e concreto per affrontare con passione e competenza le tante sfide della comunicazione dentro e fuori la
rete. Sfide che siamo chiamati ad affrontare per e con i nostri ragazzi.
Spero che questi materiali siano l’occasione per incrociare le nostre strade.
Buonissimo lavoro,

Rosy RUSSO

Collegati a questo link :  https://paroleostili.it/wp-content/uploads/2021/06/Proposta-Formativa_Parole-O_Stili_AS2021_22-compresso.pdf?utm_source=Newsletter&utm_campaign=858630a5e8-EMAIL_CAMPAIGN_2020_04_20_09_57_COPY_01&utm_medium=email&utm_term=0_100c4c659a-858630a5e8-225983622

Fare squadra –  perché pensiamo che sia l’unico modo per crescere insieme, muovendosi su asset quali quello dell’esperienza, della competenza e del territorio.da ogni crisi, nasce un’opportunità”, siamo alla ricerca di un modo nuovo che ci permetta di raggiungere gli obiettivi.

l progetti nascono dalle idee di affrontare problemi reali con iniziative attive ed atteggiamento positivo - proattivo - collaborativo.

 

 

 

 

 

L’Italia ha bisogno di cittadini attivi, responsabili e solidali.
Da soli non ci si salva !!     
Ogni scelta modella la nostra vita.
Diventiamo consapevoli delle nostre scelte.
Con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.      
 Accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso di reciprocità . .
Cerchiamo volonterosi per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere, aprirsi al lavoro produttivo.
Hai idee e progetti da proporre ? 
Aiutiamoci a farli partire ! . . .
Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.
E’ IL NOSTRO SOGNO ED OBIETTIVO ! ! ! . . .
CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI NEL REALIZZARE
Svolgimento di più funzioni contemporaneamente. 
Puntiamo sul metodo Multitasking .
Dalle visioni alle strategie, dalle strategie ai progetti - alle realizzazioni.
Organizzazione no profit  per l’evoluzione sociale:
LOTTIAMO PER LA SOPRAVVIVENZA NON PER LA LOTTA DI CLASSE ! . . .
Se sei interessato/a a far parte della squadra  fine pagina trovi - lascia una risposta - scrivi i tuoi riferimenti - ti contatteremo.
Ci sono molte più persone di quanto si possa pensare generose, altruiste, che aspirano ad una vita in cui possano aiutare gli altri. L’Italia e gli italiani sono un popolo grande. C’è un’Italia che si conosce poco, che esiste e resiste. A questi ci rivolgiamo con particolare attenzione.

– tel. mobile 347-4629179  e-mail : comitato@trazzeramarina.it 


 


Come fare comunità?

Suggerimenti di metodo per una “partecipazione autentica”

Una narrazione polifonica per una società diversificata

Qual è il primo passo per attivare questo percorso? Si parte dalla narrazione polifonica che mette al centro i vissuti delle persone e le loro emozioni legate alle esperienze, evitando con cura di partire dalla richiesta di opinioni come invece siamo abituati a fare attraverso i sondaggi d’opinione. La condivisione del racconto riunisce quindi più voci diverse ed è generatrice di un senso comunitario basato sul protagonismo di chi partecipa al dialogo. Il solo fatto di raccontare la complessità con ricchezza di dettagli sospende il giudizio e permette l’ascolto in un setting accogliente, evitando il semplice schieramento tra opposti: giusto/sbagliato, ragione/torto, vero/falso, amico/nemico. Attraverso la narrazione polifonica le posizioni si moltiplicano, rappresentando con più aderenza la nostra società diversificata. Per fare questo è importante che il racconto resti sempre aperto ad altre voci: «l’ascolto proattivo diventa fondamentale e funziona quando crea fiducia, permette la gestione del conflitto, accoglie tutti i punti di vista e li mostra alla pari».

Il confronto creativo

Come facciamo, partendo dalle diverse esperienze, a costruire comunità attorno a una visione comune? Un secondo passaggio prevede il confronto creativo intorno al concetto di “futuri probabili” (se fra cinque anni non succede niente, come sarà la nostra comunità?) e “futuri desiderabili” (se tra cinque anni la nostra comunità è migliorata, cosa è cambiato?). L’elaborazione congiunta di una visione condivisa permette di passare da uno scenario all’altro e di definire in un secondo momento gli obiettivi operativi. Si tratta di un confronto creativo, molto diverso dal confronto parlamentale (basato sulle mozioni d’ordine e il diritto di contraddittorio) in cui emerge l’intelligenza plurale. «Se assumo che tu hai ragione non assumo che io ho torto»: è proprio da paradossi come questo che si nutre il confronto creativo tra punti di vista alla pari. «Nella società complessa gli antipatici sono fondamentali» e dunque anche chi dissente è molto benvenuto, purché rispetti le regole del dialogo.

Il ruolo della pubblica amministrazione nella costruzione di una comunità

Infine, come può la pubblica amministrazione contribuire alla costruzione di una comunità? Solo favorendo contesti di confronto con i cittadini, sviluppando la capacità di mutuo apprendimento e correggendosi durante il percorso. Se siamo più abituati ai facilitatori che danno voce a tutti i partecipanti, inedita è la figura del garante del diritto all’ascolto. Così la co-progettazione, in quanto processo aperto, pubblico e inclusivo, diventa uno strumento ideale per cogliere l’opportunità di entrare in prospettive diverse dalla propria.
Questo è il quadro generale entro il quale si inseriscono i Patti di collaborazione che sono «un cambiamento assolutamente rivoluzionario e fondamentale che permette un dialogo con la pubblica amministrazione. La vera rivoluzione dei Patti stabilisce che la pubblica amministrazione esca da una gabbia del diritto pubblico autoritativo».
In questo momento la sfida è di far funzionare bene una società di uguali, in cui c’è una pretesa di uguaglianza che non c’è mai stata nella storia dell’umanità.
Noi dobbiamo assolutamente avere un’amministrazione capace di promuovere la possibilità dei contesti di mutuo apprendimento fra i cittadini.

Fonte : labsus di Daniela Ciaffi – Lorena Di Maria – Giulia Marra

Amministrare in modo condiviso modifica quindi le prassi, crea alleanze che migliorano i servizi e la qualità della vita di una città, promuove il confronto e la collaborazione sulla costruzione dei percorsi.
Poi, più in profondità, trasforma e nutre l’anima di una comunità, se questa è pronta e disposta a farlo.

Fare squadra –  perché pensiamo che sia l’unico modo per crescere insieme, muovendosi su asset quali quello dell’esperienza, della competenza e del territorio.da ogni crisi, nasce un’opportunità”, siamo alla ricerca di un modo nuovo che ci permetta di raggiungere gli obiettivi.

l progetti nascono dalle idee di affrontare problemi reali con iniziative attive ed atteggiamento positivo - proattivo - collaborativo.

 

 

 

L’Italia ha bisogno di cittadini attivi, responsabili e solidali.
Da soli non ci si salva !!     
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Ci sono molte più persone di quanto si possa pensare generose, altruiste, che aspirano ad una vita in cui possano aiutare gli altri. L’Italia e gli italiani sono un popolo grande. C’è un’Italia che si conosce poco, che esiste e resiste. A questi ci rivolgiamo con particolare attenzione.

tel. mobile 347-4629179  e-mail : comitato@trazzeramarina.it 


Le riforme sono beni comuni. Un patto repubblicano per difenderle Martedì 8 giugno 2021, alle ore 18.00 in forma digitale

IL PUNTO DI LABSUS - Se qualcuno nel governo fosse disposto a dare fiducia ai cittadini scoprirebbe che possiamo essere alleati preziosi per la realizzazione delle riforme.                    -    di Gregorio Arena 25 Maggio 2021 -

I beni comuni sono quei beni, come l’ambiente, la salute o la legalità di cui tutti dovremmo sentirci responsabili e prenderci cura, perché da essi dipende la qualità della vita di tutti noi.
Sotto questo profilo anche le riforme della pubblica amministrazione, della giustizia, del fisco e le altre riforme a cui Draghi e i suoi ministri stanno lavorando sono beni comuni di cui tutti dovremmo sentirci responsabili, preoccupandoci della loro approvazione e poi della loro realizzazione, perché dal loro successo dipende il nostro futuro collettivo.

Martedì 8 giugno 2021, alle ore 18.00, in forma digitale, si terrà il primo appuntamento pubblico della Commissione Popolare per la legge sui beni comuni. Si tratta di un percorso aperto e plurale, avviato da persone impegnate e organizzazioni impegnate in percorsi individuali e collettivi, esperienze associative e gruppi di ricerca che si occupano di promuovere, nelle istituzioni e nelle comunità, la cultura e la pratica quotidiana della cura dei beni comuni. Ad oggi sono già 37 i diversi soggetti collettivi, locali e nazionali – tra cui Labsus – che hanno aderito e che invitano tutte le persone interessate a partecipare.

Perché una Commissione Popolare?

Esistono oggi diverse proposte di legge che mirano a riconoscere i beni comuni, tutte di iniziativa parlamentare. L’iter costituzionale prevede una discussione in Commissione parlamentare, che dovrà elaborare un testo “coordinato” tra tutte le proposte depositate per sottoporlo all’approvazione da parte delle Camere. Mai come nel discorso sui commonsil contenitore è contenuto: il limite procedurale delle precedenti proposte è stato quello di essere esito di processi limitati alla partecipazione di pochi accademici. Un approccio che le realtà aderenti alla Commissione reputano del tutto incompatibile con le intelligenze teoriche e pratiche che invece sono il corpo vivo e pensante degli avanzamenti giuridici in tema di beni comuni che si sono tradotti in proposte referendarie e legislative, delibere, regolamenti e atti amministrativi in tutto il territorio.

Come partecipare

L’invito della Commissione è rivolto a esperti/e nei campi come quelli giuridici, filosofici, economici, urbanistici, politologici, sociologici e antropologici nonché della politica e dell’attivismo sociale, rifiutando come unici criteri di selezione i titoli accademici, le qualifiche ANVUR, le affinità politico-elettorali.

Il testo integrale dell’invito a comporre la Commissione è disponibile su: https://www.commissionepopolarebenicomuni.it

Per aderire compila il form disponibile su: https://www.commissionepopolarebenicomuni.it/modulo-adesione.

Per informazioni e per partecipare all’incontro dell’8 giugno, ore 18.00, scrivere a info@commissionepopolarebenicomuni.it

Amministrare in modo condiviso modifica quindi le prassi, crea alleanze che migliorano i servizi e la qualità della vita di una città, promuove il confronto e la collaborazione sulla costruzione dei percorsi.
Poi, più in profondità, trasforma e nutre l’anima di una comunità, se questa è pronta e disposta a farlo.Fare squadra –  perché pensiamo che sia l’unico modo per crescere insieme, muovendosi su asset quali quello dell’esperienza, della competenza e del territorio.da ogni crisi, nasce un’opportunità”, siamo alla ricerca di un modo nuovo che ci permetta di raggiungere gli obiettivi.

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valutiamo qual è “il limite della nostra generosità”. . .

Amministrazione condivisa. Un prezioso lavoro preparatorio per arrivare a questa scelta di condivisione.

Raccontata in tre fasi:

1 – la prima, quella della condivisione della scelta, della formazione e della costruzione delle basi di linguaggio e di forma necessarie per dare avvio al percorso;

2- la seconda, per proporre, imparare, osare nuove e creative visioni insieme alla comunità;

3 – la terza, in cui crescere, confermare la scelta e iniziare a sperimentare.

Siamo al nostro “12 ° compleanno ” e sono davvero molte le cose che abbiamo ancora da raccontare e le riflessioni che vogliamo condividere.

Insomma, siamo qui a fare con tutti voi un bilancio generale di questa esperienza, dal punto di vista della sensibilizzazione, nonché un ragionamento su quali siano stati i vantaggi che il Comitato spontaneo ha potuto avere dall’aver intrapreso questa strada (e, come vedrete, sono davvero molti e viaggiano in profondità), ma anche su quali sono i miglioramenti che possiamo ancora costruire insieme.

Per una comunità (cittadini, amministratori, associazioni, imprese, funzionari pubblici, enti e quanti altri la compongono) avere a disposizione il Regolamento per la cura e gestione condivisa dei beni comuni significa avere uno strumento amministrativo e operativo per superare un’esperienza di collaborazione e trasformarla in una esperienza strutturata e continuativa di cura condivisa.
Si passa, dunque, dall’attivazione (più o meno occasionale) all’espressione generativa della cura verso gli altri e verso il proprio territorio, un passaggio fondamentale e delicato per riconoscere l’importanza della comunità e iniziare a sentirsi parte, riconoscendo e avendo lo spazio per esercitare il proprio ruolo agente.
Perché questo avvenga, il/la cittadino/a attivo/a, così come ogni altro/a componente dell’alleanza, deve essere nella possibilità di camminare su questa strada collaborativa, di comunione, e di vedere e apprezzare il tragitto fatto insieme. Si deve passare cioè dalla convinzione e dalla consapevolezza della “buona azione” a quella della “capacità di trasformazione”, a quella del prendere forma in un’altra dimensione che è quella comunitaria. Questo prendere forma e quindi formarsi e con-formarsi è l’elemento di vera rivoluzione del nostro attuale sistema.

Diversamente da quanto può richiamare l’associazione lessicale al termine “conformismo”, il riconoscersi in un’entità plurima non è l’appiattirsi ad un modello unico di stile di vita ma un continuo stimolo ad accogliere ciò che è altro o diverso da sé, una continua sfida al cambiamento, all’innovazione, all’evoluzione.

È ciò che ci mette personalmente in sicurezza perché, come gli atleti che si preparano per le loro sfide sportive, così come cittadini siamo allenati alle continue trasformazione che la vita e il mondo ci pongono e ci offrono.
Amministrare in modo condiviso modifica quindi le prassi, crea alleanze che migliorano i servizi e la qualità della vita di una città, promuove il confronto e la collaborazione sulla costruzione dei percorsi.
Poi, più in profondità, trasforma e nutre l’anima di una comunità, se questa è pronta e disposta a farlo.

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 Accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso di reciprocità . .
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input per amministratori pubblici tutti . . .

Speriamo che avrete letto nei ns continui messaggi di promozione sociale qualcosa che riproponiamo e condividiamo . . .

Labsus, il Laboratorio per la sussidiarietà, ha un obiettivo ben preciso, fondato su una certezza. La certezza è che le persone sono portatrici non solo di bisogni ma anche di capacità e che è possibile che queste capacità siano messe a disposizione della comunità per contribuire a dare soluzione, insieme con le amministrazioni pubbliche, ai problemi di interesse generale.

Questa certezza ha trovato conferma nella legge di revisione costituzionale che nel 2001 ha introdotto nella Costituzione il principio di sussidiarietà orizzontale, con questa formulazione: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà” (art. 118, ultimo comma). La nuova norma, riconoscendo che i cittadini sono in grado di attivarsi autonomamente nell’interesse generale e disponendo che le istituzioni debbano sostenerne gli sforzi in tal senso, conferma appunto sia che le persone hanno delle capacità, sia che possono essere disposte ad utilizzare queste capacità per risolvere non solo i propri problemi individuali, ma anche quelli che riguardano la collettività.

Se questa è la certezza di fondo che ci ispira, allora è chiaro anche il nostro obiettivo: far sapere al maggior numero possibile di persone che nella nostra Costituzione c’è questa grande novità rappresentata dal principio di sussidiarietà e che questa novità può cambiare il loro modo di stare, come cittadini, in questa società. Pochi, infatti, si sono accorti delle enormi potenzialità di questo nuovo principio. E, fra quei pochi, ce ne sono alcuni che ne danno un’interpretazione riduttiva, in negativo, secondo la quale se i privati si attivano il pubblico deve ritrarsi, come se la presenza dei soggetti pubblici in certi settori fosse un male da sopportare in mancanza di meglio.

Non è questa la nostra idea di sussidiarietà. Non solo perché, sia pure con tutti gli aggiustamenti necessari, il ruolo dei soggetti pubblici nel garantire i diritti civili e sociali riconosciuti dalla Costituzione rimane essenziale. Ma soprattutto perché la vera essenza della sussidiarietà non sta tanto nel fungere da principio regolatore dei confini fra una sfera pubblica ed una privata considerate fra loro ineluttabilmente confliggenti, quanto nell’essere la piattaforma costituzionale su cui costruire un nuovo modello di società caratterizzato dalla presenza diffusa di cittadini attivi, cioè cittadini autonomi, solidali e responsabili, alleati dell’amministrazione nel prendersi cura dei beni comuni.

E’ un modo di essere cittadini del tutto nuovo e finora irrealizzabile, perché l’ordinamento non consentiva ai cittadini comuni di occuparsi della cosa pubblica pur continuando ad essere semplici cittadini. Anzi, era considerata assurda la sola idea che un cittadino, senza iscriversi ad associazioni di volontariato o similari, potesse in quanto tale avere la voglia e le capacità per prendersi cura dei beni comuni insieme con altri cittadini e con l’amministrazione.

Oggi questa assurda idea sta nella Costituzione. E noi vogliamo che il maggior numero possibile di cittadini italiani si mobiliti, sulla base di una idea di “sussidiarietà responsabile”, per contribuire alla rinascita del Paese.

Per questo abbiamo creato Labsus, che è un vero e proprio Laboratorio per l’attuazione del principio di sussidiarietà, dove elaboriamo idee, raccogliamo esperienze e materiali di ogni genere, segnaliamo iniziative. E tutto questo lo facciamo da volontari, anzi, meglio, da cittadini attivi, impegnando tempo ed energie senza ricevere compensi di tipo materiale ma traendone invece molte soddisfazioni sul piano della realizzazione personale.

Sappiamo infatti che quello che stiamo facendo, sia pure con le nostre forze limitate, è utile ed è destinato a cambiare radicalmente le forme della cittadinanza in Italia, con effetti al momento imprevedibili ma sicuramente incisivi dal punto di vista della realizzazione di una maggior democrazia sostanziale, del miglioramento della convivenza civile, delle condizioni materiali di vita.

Chi vuole battersi con noi per questi obiettivi è benvenuto in Labsus.

Fonte : labsus.org

Questa è ANCHE ! una condivisione del  COMITATO SPONTANEO TRAZZERA MARINA .

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L’Italia ha bisogno di cittadini attivi, responsabili e solidali.
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Ci sono molte più persone di quanto si possa pensare generose, altruiste, che aspirano ad una vita in cui possano aiutare gli altri. L’Italia e gli italiani sono un popolo grande. C’è un’Italia che si conosce poco, che esiste e resiste. A questi ci rivolgiamo con particolare attenzione.

– tel. mobile 347-4629179  e-mail : comitato@trazzeramarina.it  www.trazzeramarina.it

un passo da fare ! . . . proposta ! . . .

L’informazione di sensibilizzazione finora divulgata dal Comitato spontaneo Trazzera Marina è stata possibile grazie alla volontà ed impegno di una singolapersona che ha divulgato tutto il contenuto del blog.trazzeramarina.it

E’ fondamentale adesso scegliere! . . .  fare un passo per stabilizzare il lavoro fin’ora svolto ed avere una continuità strutturata ad affrontare problemi – idee – progetti, chiedo a tutti coloro che ci seguono di affronatre queste passaggio ed attivarsi per fondare un’associazione di promozione sociale.

Fare squadra –  perché pensiamo che sia l’unico modo per crescere insieme, muovendosi su asset quali quello dell’esperienza, della competenza e del territorio.

da ogni crisi, nasce un’opportunità”, siamo alla ricerca di un modo nuovo che ci permetta di raggiungere gli obiettivi.

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comunicazione rinnovate richieste su zona demaniale lungomare rudere samps

Egreggi lettori e firmatari petizioni regresse in merito a suggerimenti per recupero spazi messa in sicurezza  decoro urbano e turistico destinazione d’uso dell’area demaniale ex Samps. 

                                    ECCO L’AZIONE INTRAPRESA :

- IDEA PROGETTO -Beni comuni e amministrazione condivisa Patti di collaborazione • Inviata tramite pec sig. Sindaco ed amm.ri tutti Comune di Capo d’Orlando :   vedi su www.trazzeramarina.it  – oppure whatsapp

- Richiesta di accesso ai documenti : Agenzia del Demanio sicilia servizi territoriali;

- Richiesta di accesso ai documenti : Agenzia del Demanio sicilia ;

                                        IL CONTENUTO ALLA RICHIESTA :

RICHIESTA DI ACCESSO AI DOCUMENTI

(Legge 7 agosto 1990,n.241 – D.P.R.12 Aprile 2006, n.184)

ALL’AGENZIA DEL DEMANIO Direzione Regionale Sicilia Servizi Territoriali Sicilia Palermo 1

Il sottoscritto Carlo LIBRIZZI nato a Capo d’Orlando il 23.11.1953 ed ivi residente in Via T. Marina, 56 Telefono 3474629179 e-mail comitato@trazzeramarina.it C.F. LBRCRL53S23B666E documento identità n.AS3572909 rilasciato dal Comune di Capo d’Orlando in data 05.10.2011. In qualità di portavoce del Comitato Spontaneo Trazzera Marina Via Cordovena nel comune di Capo d’Orlando (ME);

                                                 IN MERITO ALLA RICHIESTA :

della Bonifica – salvaguardia incolumità dei cittadini – riqualificazione – dell’area demaniale su cui insiste un rudere di fabbricato censito in catasto al foglio di mappa n.21 particellan.139. Con riferimento alla informativa dell’agenzia del demanio in data 21.02.2013 prot. 2013/3614/DRSI/ST PA2 indirizzata al Comune di Capo d’Orlando e p.c. al Comitato Spontaneo Trazzera Marina Via Cordovena nel Comune di Capo d’Orlando.

In seguito al sopra luogo effettuato presso il sito ex Samps nel comune di Capo d’Orlando, alla sua presenza e di altra sua collega il signor Sindaco coadiuvato da funzionario tecnico comunale, ed io come portavoce del Comitato spontaneo a distanza di 8 anni nonostante le ripetute segnalazione fatte a tutti gli enti in lungo ed in largo siamo arrivati alla determinazione di

                                                                  CHIEDERE

Ai sensi degli artt.22 SS. Della legge 7 Agosto1990, n.241, di esercitare il diritto di ACCESSO ALLA SEGUENTE DOCUMENTAZIONE:

  • Copia contratto concessione affitto demaniale con Ditta Samps srl e precedenti in Vostro possesso.

 

Capo d’Orlando lì                                   IL PORTAVOCE DEL COMITATO SPONTANEO

 

                                                                        ————————————————-

 

L’immaginazione collaborativa per il benessere diffuso di una comunità.

Il punto focale della politica collaborativa è la cura delle relazioni di prossimità, trovando gli strumenti necessari e adeguati per la co-produzione di soluzioni responsabilmente pensate per la cura condivisa di spazi e luoghi, per la valorizzazione e l’uso sostenibile delle risorse locali.

Fare squadra –  perché pensiamo che sia l’unico modo per crescere insieme, muovendosi su asset quali quello dell’esperienza, della competenza e del territorio.

da ogni crisi, nasce un’opportunità”, siamo alla ricerca di un modo nuovo che ci permetta di raggiungere gli obiettivi.

l progetti nascono dalle idee di affrontare problemi reali con iniziative attive ed atteggiamento positivo - proattivo - collaborativo.

 

 

 

L’Italia ha bisogno di cittadini attivi, responsabili e solidali.
Da soli non ci si salva !!  

 

uno spazio di sosta e verde pubblico, aggregativo da restituire alla sua comunità abitante e abilitante dopo 60 anni . . .

-Beni comuni e amministrazione condivisa-

Patti di collaborazione • idea progetto

OGGETTO : uno spazio di area di sosta e verde pubblico, Area ex SAMPS sul lungomare A. Doria di Capo d’Orlando restituito alla sua comunità abitante e abilitante.

UNA funzione sociale delle aree di sosta e verde cittadino come luogo di coesione e socialità, intendendo valorizzare spazi pubblici attraverso il sostegno a diverse forme di cura, tutela e partecipazione attiva della cittadinanza, riconfermando così la centralità dei beni pubblici come beni comuni e come motore di identità della comunità cittadina di riferimento. Per questa idea ci vuole un percorso di co-progettazione da avviare come  un Patto di collaborazione tra l’amministrazione comunale di Capo d’Orlando e il Comitato spontaneo Trazzera Marina comitato di comunità nato nel  2008  da singoli cittadini,  che si impegna nella sensibilizzazione dell’amministrazione condivisa per la cura e la manutenzione degli spazi e degl’immobili abbandonati .

Agire é un sogno civico per la memoria di un luogo è dei suoi abitanti . . .

L’incipit è un sogno: quello di CARLO, che vuole restituire al quartiere e alla città intera quell’area che ha vissuto e abitato fin da piccolo, un’area che negli anni 60 era verde demanio marittimo, poi peruna serie di sopprusi amministativi è stata data in gestione per sviluppo artigianale. In stato di abbandono da oltre 25 anni, struttura mista ferro laterizi e c.a. con oltre 1000mq. di copertura in eternit fino al 2008 – affidata dalla gestione demanio ad attività finalizzate all’interesse generale di una comunità. Per CARLO, oggi portavoce di ben tre petizioni una delle quali per rimozione eternit- l’idea è che il primo passo per abitare un luogo a lui caro è prendersene cura, così che, si è impegnato con altri, anche porta a porta, per coinvolgere gli abitanti del quartiere in quel lungo processo di partecipazione democratica che ha portato un gruppo di cittadini volontari alla costituzione di un Comitato spontaneo. Il sogno di CARLO, è legato alla memoria delle vicissitudini viste per la diversa destinazione d’uso di quei luoghi e le persone che ci hanno convissuto è perso anche la salute, intorno, che, prima del disuso e dell’incuria, era cuore pulsante di un quartiere periferico e crocevia di storie tra via Trazzera Marina e via Cordovena. Portare il cambiamento nella pratica quotidiana non è stato facile, perché alcuni non volevano quel cambiamento o semplicemente alcune realtà non hanno avuto l’intuizione di prevedere un futuro diverso. Il processo di capacitazione di un territorio e la sussidiarietà orizzontale come pratica per ri-conoscere beni comuni si nutrono di fiducia relazionale e di responsabilità condivisa dei soggetti di una comunità che cura quei beni, curando se stessa. L’attivazione di una rete protagonista di esperienze dal basso ha portato alla nascita del Comitato Spontaneo con un percorso trasparente e inclusivo, con la volontà sistemica di superare le frammentazioni delle delle persone, l’abbandono e il decadimento strutturale con incuria, con l’obiettivo di valorizzare un’area che è l’unica area nel centro urbano di circa 1500mq.

L’Amministrazione condivisa relativamente alle attività e agli interventi concordati in fase di co-progettazione – prevede diverse forme di azione pubblica e privata, valutando intervento diretto dell’amministrazione, impegno a titolo volontario, promozione di servizi a bassa soglia e forme di imprenditoria sociale volte alla creazione di inclusione sociale, al fine di garantire la sostenibilità dei percorsi congiuntamente concordati e la creazione di occupazione

L’immaginazione collaborativa per il benessere diffuso di una comunità.

Il punto focale della politica collaborativa è la cura delle relazioni di prossimità, trovando gli strumenti necessari e adeguati per la co-produzione di soluzioni responsabilmente pensate per la cura condivisa di spazi e luoghi, per la valorizzazione e l’uso sostenibile delle risorse locali.

Fare squadra –  perché pensiamo che sia l’unico modo per crescere insieme, muovendosi su asset quali quello dell’esperienza, della competenza e del territorio.

da ogni crisi, nasce un’opportunità”, siamo alla ricerca di un modo nuovo che ci permetta di raggiungere gli obiettivi.

l progetti nascono dalle idee di affrontare problemi reali con iniziative attive ed atteggiamento positivo - proattivo - collaborativo.

 

L’Italia ha bisogno di cittadini attivi, responsabili e solidali.
Da soli non ci si salva !!     
Ogni scelta modella la nostra vita.
Diventiamo consapevoli delle nostre scelte.
Con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.      
   Accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso di reciprocità . . .
Cerchiamo volonterosi per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere, aprirsi al lavoro produttivo.
Hai idee e progetti da proporre ? 
Aiutiamoci a farli partire ! . . .
Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.
E’ IL NOSTRO SOGNO ED OBIETTIVO ! ! ! . . .
CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI NEL REALIZZARE
Svolgimento di più funzioni contemporaneamente. 
Puntiamo sul metodo Multitasking .
Dalle visioni alle strategie, dalle strategie ai progetti - alle realizzazioni.
Organizzazione no profit  per l’evoluzione sociale:
LOTTIAMO PER LA SOPRAVVIVENZA NON PER LA LOTTA DI CLASSE ! . . .
Se sei interessato/a a far parte della squadra del COMITATO TRAZZERA MARINA  fine pagina trovi - lascia una risposta - scrivi i tuoi riferimenti - ti contatteremo.

– tel. mobile 347-4629179  e-mail : comitato@trazzeramarina.it  www.trazzeramarina.it

 

energie rinnovabili zero emissioni di carbonio – prendere parte alle soluzioni per il cambiamento climatico . . .

Cominciamo sempre con il chiederci in che modo possiamo dare un’impronta più sostenibile alle nostre attività. È nostra responsabilità, ma è anche il modo migliore per innovare, replicare e condividere con altri.

UNO SPUNTO POTREBBE SICURAMENTE VENIRE DALL’ENERGIE RINNOVABILI:

Per raggiungere questo obiettivo, stiamo vagliando nuove tecnologie per la generazione e lo stoccaggio di energia senza emissioni di CO2. Chiediamo a collaborare con enti pubblici, aziende di pubblici servizi, legislatori, città e tutte le parti coinvolte in sicilia per implementare queste tecnologie e promuovere un cambiamento a livello di sistema. Daremo il nostro supporto alle idee che propongono importanti azioni per il clima a livello globale, creano percorsi verso un’economia senza emissioni di CO2 e realizzano la prospettiva del Green Deal.

Le obbligazioni sostenibili sono degli strumenti sempre più rilevanti che promuovono gli investimenti nelle iniziative ambientali e sociali a livello mondiale. Si tratta dell’emissione societaria per quanto concerne questa tipologia di obbligazioni.

Questi investimenti intensificheranno il sostegno per una grande varietà di problematiche, essenziali per l’obiettivo europeo di diventare il primo continente a impatto CO2 neutro: energia pulita, bioedilizia, trasporti non inquinanti, progettazione circolare, alloggi a prezzi accessibili, uguaglianza razziale, risposta al COVID-19 e sostegno alle piccole imprese, solo per citare alcuni esempi.

Il reperimento di energia a zero emissioni è complesso in molte parti del mondo. Per contribuire allo sviluppo della generazione di energia eolica, solare e altri tipi di energia pulita nei luoghi che ne hanno più bisogno, abbiamo deciso di questa nuova proposta sperando che qualcuno la cavalchi onestamente.

Azzerare le emissioni dovute alle nostre attività è essenziale, ma il nostro impatto è nettamente maggiore se collaboriamo con altri invitandoli a fare lo stesso. Ci impegniamo nella condivisione di tecnologie e metodi, nonché nel sostegno di organizzazioni di tutto il mondo nella transizione verso sistemi resilienti senza emissioni di CO2.

Il piano a zero emissioni di carbonio favorirà la nascita di nuovi lavori, direttamente o indirettamente esistono corsi di introduzione alle opportunità di lavoro nel settore dell’energia solare.

Lavoro e formazione continua sono necessari per avviare l’Italia verso la costruzione di un sistema nazionale competitivo. Non più resilienza, ma lungimiranza. 

Fare squadra –  perché pensiamo che sia l’unico modo per crescere insieme, muovendosi su asset quali quello dell’esperienza, della competenza e del territorio.

da ogni crisi, nasce un’opportunità”, siamo alla ricerca di un modo nuovo che ci permetta di raggiungere gli obiettivi.