Ideali e azioni per la collettività

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Questo blog ha la funzione di portare all’attenzione di tutti coloro che vogliono spendersi per una Capo d’Orlando più libera, vivibile e all’insegna del pluralismo, fatti azioni e proposte concrete per far si che questa terra possa sfruttare al meglio tutte le potenzialità che una natura generosa gli ha riservato.

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formazione autentica – non solo certificata !

L’uomo vive di un’esistenza autenticamente umana grazie alla cultura. E’ mediante la cultura che l’uomo diventa più uomo, accede più intensamente all’ ‘essere’ che gli è proprio. E’ chiaro, peraltro, all’occhio del saggio che l’uomo conta come uomo per ciò che è più che per ciò che ha. Il valore umano della persona è in diretta ed essenziale relazione con l’essere, non con l’avere. Proprio per questo una Nazione sollecita del proprio futuro favorisce lo sviluppo della scuola in un sano clima di libertà, e non lesina gli sforzi per migliorarne la qualità, in stretta connessione con le famiglie e con tutte le componenti sociali, così come del resto avviene nella maggior parte dei Paesi europei.

Non meno importante, per la formazione della persona, è poi il clima morale che predomina nei rapporti sociali e che attualmente trova una massiccia e condizionante espressione nei mezzi di comunicazione: è questa una sfida che chiama in causa ogni persona e famiglia, ma che interpella a titolo peculiare chi ha maggiori responsabilità politiche e il carattere realmente umanistico di un corpo sociale si manifesta particolarmente nell’attenzione che esso riesce ad esprimere verso le sue membra più deboli.

Guardando al cammino percorso dall’Italia in questi quasi sessant’anni dalle rovine della seconda guerra mondiale, non si possono non ammirare gli ingenti progressi compiuti verso una società nella quale siano assicurate a tutti accettabili condizioni di vita.

Ma è altrettanto inevitabile riconoscere la tuttora grave crisi dell’occupazione soprattutto giovanile e le molte povertà, miserie ed emarginazioni, antiche e nuove, che affliggono numerose persone e famiglie italiane o immigrate in questo Paese.

Le proposte sono rivolte ai giovani - per agire prima che insorgano determinati problemi che ostacolano lo sviluppo delle capacità umane fondamentali, intervenendo per impedire quelle situazioni che ostacolano la realizzazione piena degli individui, all’interno di un quadro in cui valori centrali siano la libertà, l’uguaglianza, pari opportunità, dignità umana, competenza e meritocrazia.

Formare un gruppo di unità d’intenti è alquanto complesso, ma i benefici che se ne possono trarre ne fanno indubbiamente un’arma vincente.

Da soli non ci si salva !!  

  con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.

                 accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso

Cerchiamo volontari per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere

Abbiamo dei progetti ! da realizzare ! non vogliamo creare l’atmosfera simile a quella descritta da Gino Paoli in una sua canzone: eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo !

Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.

CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI NEL REALIZZARE

Dalle visioni alle strategie, dalle strategie ai progetti - alle realizzazioni.

Organizzazione – tel. mob. 347-4629179  e-mail : comitato@trazzeramarina.it

 

passare da benessere di categoria o appartenenza – a benessere diffuso

Benessere organizzativo” non è altro che la misurazione di un insieme di elementi che descrivono il “clima organizzativo ovvero l’atmosfera prevalente che circonda l’organizzazione, il livello morale e l’intensità dell’insieme dei sentimenti di appartenenza e di affezione e buona volontà che si riscontra nell’organizzazione nella quale si interagisce e costituisce una “fonte di ascolto” opportunità di espandere una cultura dell’ascolto, intesa come strumento volto a mettere in luce la reale esigenza dei singoli e fornire concreti momenti di partecipazione  in un contesto improntato al benessere  -  la cultura dell’ascolto rappresenta un elemento imprescindibile per garantire un miglior apporto sia in termini di affezione al lavoro che di crescita sociale.

Questo è l’ambiente che il Comitato Trazzera Marina vuole instaurare -  siamo per la valorizzazione del benessere di chi lavora con impegno e capacità e contro le discriminazioni di ogni genere e grado.

 L’Italia è considerata meta di benessere economico da coloro che migrano dai loro paesi per sfuggire alla povertà e per cercare migliori condizioni di vita. La trasformazione della nostra società in realtà multietnica genera molte resistenze. Vivere, lavorare e stare a contatto con diverse etnie è difficile. Molto spesso il fenomeno dell’immigrazione è un tema associato a quello della delinquenza e della criminalità. Persone dunque che credevano in tanti ideali come la possibilità di una società multirazziale, nell’integrazione fra popoli e culture, si ritrovano ad avere paura.

Dalla paura e dalla diffidenza scaturisce anche una perdita di tutti quei valori in cui bisogna credere. Negli ultimi tempi si parla spesso e con ragione di perdita dei valori, di spirito nichilistico e aumento dell’intolleranza verso la diversità.

Il nostro intento è quello di rimettere la solidarietà al centro della società e della politica, del rapporto tra cittadini ed istituzioni, tra popoli e culture. La solidarietà da non confondere con l’assistenzialismo - è quella che in una comunità garantisce la promozione dell’uguaglianza e della giustizia, della partecipazione democratica dei cittadini e dei popoli, nel rispetto dei diritti e dei doveri di ciascuno.

Solidarietà è rifiuto dell’indifferenza, della passività, dell’isolamento, dell’egoismo. Non c’è solidarietà senza giustizia, riconoscimento dei diritti, eguaglianza, pace.

Non c’è solidarietà senza impegno reciprogo costante rivolto alla trasformazione sociale ed economica, allo sviluppo e crescita dato dal lavoro collettivo. Il miraggio di una vita migliore ha fatto si che lavoratori stranieri migrassero con la speranza di un lavoro e di un benessere economico.

A tutto si aggiunge la grande differenza di chi vive un discreto benessere e che tutti i giorni lotta per non oltrepassare la soglia della povertà, e chi invece dentro la povertà ci sta da tempo e non intravede nulla di nuovo per il futuro.

Il nostro paese vive un imbarazzante differenza tra nord e sud che invece di diminuire, aumenta. Negli ultimi venti anni le disuguaglianze della nostra società è aumentata in maniera smisurata. La ricchezza prodotta non è distribuita in modo equo contribuisce ad ingigantire il divario già esistente. Questo divario economico e sociale deve ridursi, per far si che ogni individuo, indipendentemente dalla sua fascia sociale e dalla sua provenienza debba essere considerato alla pari degli uomini ricchi - solo così una società civile democratica può progredire nello sviluppo.

Le proposte sono rivolte ai giovani - per agire prima che insorgano determinati problemi che ostacolano lo sviluppo delle capacità umane fondamentali, intervenendo per impedire quelle situazioni che ostacolano la realizzazione piena degli individui, all’interno di un quadro in cui valori centrali siano la libertà, l’uguaglianza, pari opportunità, dignità umana, competenza e meritocrazia.

Formare un gruppo di unità d’intenti è alquanto complesso, ma i benefici che se ne possono trarre ne fanno indubbiamente un’arma vincente.

Da soli non ci si salva !!  

  con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.

                 accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso

Cerchiamo volontari per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere

Abbiamo dei progetti ! non vogliamo creare l’atmosfera simile a quella descritta da Gino Paoli in una sua canzone: eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo !

CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI

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concetto di aiuto sociale diffuso

Riuscendo a fare squadra ! sul Comitato potete contare in un solido partner sempre al vostro fianco - capace di offrire opportunità di lavoro e carriera a livello mondiale.

Insieme troveremo quel supporto che cercate da sempre - per espandere il sapere e la  crescita personale - senza dimenticare che la vita al di fuori del mondo del lavoroè stimolante quanto il lavoro stesso.
Durante la nostra e vostra crescita professionale, possiamo fare affidamento sul nostro impegno volto a sostenere il miglioramento delle competenze e l’allargamento delle esperienze.
Siamo predisposti ad identificare tempestivamente il potenziale del singolo nel gruppo. In tal modo possiamo sostenere costantemente la crescita professionale.
Offrendo numerose possibilità di formazione e sviluppo, programmi per lo sviluppo delle conoscenze, competenze specifiche e aziendali, attitudini alla leadership, e tecniche gestionali.
Grazie a diversi programmi e opportunità, aiuteremo a scoprire i vostri punti forti ed il vostro potenziale.

Unitevi a noi sulla strada del successo!

Le proposte sono rivolte ai giovani - per agire prima che insorgano determinati problemi che ostacolano lo sviluppo delle capacità umane fondamentali, intervenendo per impedire quelle situazioni che ostacolano la realizzazione piena degli individui, all’interno di un quadro in cui valori centrali siano la libertà, l’uguaglianza, pari opportunità, dignità umana, competenza e meritocrazia.

Formare un gruppo di unità d’intenti è alquanto complesso, ma i benefici che se ne possono trarre ne fanno indubbiamente un’arma vincente.

Da soli non ci si salva !!  

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Una società che dà i numeri !

Siamo gli attori diretti e, in quanto tali, contribuiamo al nascere e morire di equilibri-squilibri che si articolano in questo mondo.

Un Comitato spontaneo nato non solo per informare, ma soprattutto per stimolare la conoscenza la consapevolezza e lavoro di squadra. Riflettendo sull’intelligenza artificiale, che in qualche modo ci organizza e ci controlla attraverso un’abile applicazione della matematica all’informatica, ormai diventata il nostro “pane quotidiano”. Si parla tanto dei cosiddetti “algoritmi”.

Come e quando è nato l’algoritmo? E come si è adattato, o addirittura specializzato, alla definizione della nostra esistenza? È diventato il nucleo centrale di qualsiasi applicazione informatica, cervello elettronico o apparecchio di calcolo intelligente che sia.

Tutt’ora non disponiamo di una definizione di tale concetto che sia formale e non tecnica, accontentandosi dunque dell’idea intuitiva di algoritmo come: “una sequenza ordinata e finita di passi (operazioni o istruzioni) elementari che conduce a un ben determinato risultato in un tempo finito”.

Dal bene comune al clima, dall’energia al giornalismo, dai rifiuti alle emergenze ambientali sono tante le loro applicazioni. Capire il cambiamento, raccontare le novità, prospettare nuovi scenari lavorativi, analizzare le professioni del presente e dell’immediato futuro, formare i professionisti dell’informazione del domani. Per scoprire tutto sugli algoritmi, la loro storia, le prime applicazioni e quelle odierne, quali sono quelli “buoni” e quali quelli “cattivi”, oltre che le implicazioni sociologiche del loro uso: tutto questo e molto altro sono gli obbiettivi del Comitato spontaneo.

Formare un gruppo di unità d’intenti è alquanto complesso, ma i benefici che se ne possono trarre ne fanno indubbiamente un’arma vincente.

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il più grande nemico dell’innovazione sociale.

Oggi la politica ci mette del suo e prova a disgregare la società - anziché aiutare a rigenerare le comunità. Se non è la politica che lascia spazio ! è la comunità che deve prenderselo: La comunità nasce dove lo Stato si ritrae. E lì, nel suo autodeterminarsi, si fa politica. Perché genera domanda di beni nuovi, diversi.  Noi dobbiamo avere voglia di beni pubblici, per cambiare le cose.

Spesso ci si irrigidisce su una posizione, ci si fissa su una scelta che si vuole effettuare, ma che spesso non è realistica, non è libera perché frutto di condizionamento o mode transitorie, sarebbe opportuno cambiarla !  la mente tenderà a preservarla ! quindi anche se ci si espone a informazioni che ne discutono l’attendibilità, che evidenziano come sia inopportuna, la mente si irrigidisce ulteriormente, si oppone cercando argomentazioni a proprio sostegno.

È più facile che si compia una scelta ottimale, che si agisca con equilibrio, se si parte da una posizione di neutralità piuttosto che da una posizione già molto marcata, sia in senso negativo che positivo.

Frasi....un verdadero viaje no consiste en buscar nuevos paisajes, sino en tener nuevos ojos

Dato che le regioni dell’UE fanno oggi più che mai parte di un mondo globalizzato, dovranno affrontare la futura sfida di riuscire a concorrere a livello globale con altre potenze economiche più avanzate ed emergenti. Di conseguenza, devono determinare in che modo diventare più resilienti e concorrenziali per mezzo di azioni concrete a livello europeo, nazionale e locale, garantendo al contempo la condivisione dei benefici apportati dalla globalizzazione.

Molte regioni europee si trovano in una buona posizione per sfruttare le opportunità offerte dalla globalizzazioneIl documento di riflessione sulla globalizzazione della Commissione ha sottolineato l’ampliamento del divario in fatto di competitività e innovazione tra alcune regioni avanzate dell’UE e altre più deboli.

In Europa meridionale, centrale o orientale, infatti, esistono ancora regioni vulnerabili. L’innovazione è riconosciuta come uno dei principali motori economici per stimolare l’occupazione. L’individuazione del potenziale innovativo di queste regioni e la focalizzazione sul consolidamento dei loro punti di forza locali, sulla riduzione del divario di sviluppo e sull’impulso alla competitività possono contribuire al rafforzamento della resilienza alla globalizzazione.

Formare un gruppo di unità d’intenti è alquanto complesso, ma i benefici che se ne possono trarre ne fanno indubbiamente un’arma vincente.

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competere – analisi e momenti di discussione – affrontiamoli ora !

Vogliamo insieme dare una visione al futuro, un metodo per affrontarlo, elaborare idee e proposte per aumentare le libertà e la prosperità dei cittadini.

 Cosa sta succedendo e quali le risposte alle trasformazioni economiche e sociali in atto?

In un mondo globalizzato e digitalizzato dove uomini e oggetti sono perpetuamente connessi tra di loro, sembriamo incapaci di fornire un’analisi dei fatti e di conseguenza risposte adeguate ai bisogni dei cittadini. Vogliamo provare a fornire una nuova prospettiva, una cornice metodologica che ci consenta di comprendere i fenomeni e di produrre risposte efficaci per migliorare la convivenza dei cittadini.

Organizzare momenti di discussione con esperti il cui obiettivo è quello di creare un ecosistema che favorisce l’innovazione e la libera iniziativa. Riconoscere i problemi, osservare i fenomeni, interpretarli per elaborare soluzioni ed alternative efficaci e misurabili. Questo è il nostro intento, le soluzioni che vogliamo raggiungere devono essere sempre originali, per trovarci nella condizione di anticipare la competizione, stupire il mercato e soprattutto determinare il cambiamenti.

Allenarsi per il Futuro.

Idee e Strumenti per il Lavoro che Verrà

Che lavoro faranno i nostri figli ? Non lo sappiamo perché quel lavoro non è stato ancora inventato. Certamente è urgente ripensare i modelli didattici e formativi in funzione delle profonde trasformazioni del mercato del lavoro. Come sarà la Scuola del futuro?

Questa è la domanda a cui dare una risposta urgente.

Le occupazioni di domani, nascono da un’analisi attenta ed efficace delle radicali trasformazioni del mercato del lavoro, ipotizzando le competenze di oggi e di domani,  che la scuola non sembra ancora aver colto, né tanto meno essere in grado di fornire.

Dobbiamo dunque lavorare ad un cambiamento forte ed impellente anche in merito ai modelli didattici e pedagogici, troppo obsoleti rispetto alle richieste stringenti del mercato.

Essere CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTI: sono queste le tre principali attitudini attorno alle quali deve essere strutturata l’attività d’insegnamento, in un contesto nel quale il sapere è facilmente accessibile e condivisibile attraverso la rete e le tecnologie.

La scuola, insomma, deve necessariamente cambiare e diventare smart, ovverosia racchiudere in sé un mix di qualità molto più che apprezzabili: indispensabili. Devono cambiare le classi – quelle di oggi, frontali, sono obsolete – che devono aprirsi e trasformarsi in laboratori di sperimentazione e collaborazione. Anche il ruolo dell’insegnante deve essere ripensato: da tramite attraverso il quale apprendere a coordinatore a quello di guida e motivatore.

La scuola con la S maiuscola deve essere il luogo dove scoprire e provare a risolvere problemi, dove sbagliare e imparare a rialzarsi. Deve tornare a essere una palestra dove poter giocare e allenarsi. Perché è proprio lì, nella nuova scuola, che si inventano le professioni del futuro.

Allenarsi per il Futuro, proponendo la “classe intelligentela classe aperta”, riesce ad andare oltre il tradizionale dibattito attorno alla riforma della scuola, incentrata sull’organizzazione del lavoro e sulla pianificazione dei programmi, che tra l’altro negli anni ha prodotto risultati molto scarsi, per offrire invece un nuovo paradigma didattico e pedagogico, capace di rimettere al centro di tutto lo studente di ogni ordine e grado. Perché una cosa è certa: la scuola non può più essere un’istituzione separata dal resto della società, ed in particolare dal mercato del lavoro, ma oggi più che mai deve essere integrata come spazio dove allenare costantemente curiosità, creatività e intraprendenza, oltre che apprendere nuove conoscenze ed esperienze. Si tratta di saper accogliere le naturali dinamiche dell’evoluzione come avviene nel gioco dove chiunque può qualificarsi e riqualificarsi in funzione delle opportunità o delle esigenze del mercato del lavoro.

Industria 4.0 non è un oggetto da creare, ma un processo attraverso il quale le imprese ripensano e digitalizzano i loro processi produttivi. Il modo con cui saranno affrontate la strategia industriale e le policy di sviluppo determineranno il ruolo che il nostro paese giocherà a livello internazionale.

Formare un gruppo di unità d’intenti è alquanto complesso, ma i benefici che se ne possono trarre ne fanno indubbiamente un’arma vincente.

Da soli non ci si salva !!  

  con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.

                 accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso

Cerchiamo volontari per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere

Abbiamo dei progetti ! non vogliamo creare l’atmosfera simile a quella descritta da Gino Paoli in una sua canzone: eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo !

CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI

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Educazione Fiscale – per un futuro diverso – aperto agli investimenti e lavoro.

L’obiettivo - diffondere la cultura contributiva, intesa come “educazione” alla concreta partecipazione dei cittadini alla realizzazione e al funzionamento dei servizi pubblici.

Il mondo della scuola è sicuramente una delle sedi più indicate per trasmettere tale messaggio.

Si vuole quindi favorire il supporto all’educazione e alla convivenza civile, cercando di favorire sempre più l’inserimento degli studenti nella vita sociale e nel mondo del lavoro. Fondamentale per questo scopo risulta l’attività di informazione della materia fiscale anche nell’ottica del ruolo dei giovani quali futuri contribuenti offrire agli studenti nuove occasioni di apprendimento di concetti, metodi e linguaggi specifici; insegnare ad agire in modo autonomo e responsabile finanziariamente, inserendosi in modo consapevole nella vita sociale per far valere diritti e bisogni riconoscendo al contempo quelli altrui; consentire l’acquisizione delle competenze necessarie per selezionare le numerose e talvolta contraddittorie informazioni disponibili, fornendo regole comprensibili senza libere intepretazioni.

Siamo bravi a rispolverare i nostri sentimenti quando c’è da commemorare o da fare salotto. Dobbiamo tirare fuori le azioni e gli strumenti per interpretare criticamente l’informazione ricevuta nei diversi ambiti ed attraverso diversi strumenti comunicativi, valutandone l’attendibilità e l’utilità; sviluppare sensibilità  ed azioni solidali che sostengano una informata capacità di decidere e agire nel concreto per pianificare la vita futura anche in termini di valutazione dei rischi e di attivazioni di processi di prevenzione favorire la conoscenza delle informazioni finalizzate a sviluppare i giovani, attraverso la conoscenza del sistema, la cultura della legalità ed il senso di responsabilità civile e sociale che si connette all’esercizio della cittadinanza attiva.

Non vogliamo creare L’atmosfera simile a quella descritta da Gino Paoli in una sua canzone: eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo.

Siamo ai primi posti nel mondo per l’illegalità, l’evasione fiscale, l’inefficienza della giustizia, il consumo di suolo, la disoccupazione giovanile. Non si può continuare così, lasciando il paese nelle mani di furbi, affaristi e impuniti.

Soltanto con il coraggio e la coscienza civica si riuscirà a uscire da questa palude.

Per cambiare le cose e poterci salvare occorre anche una ritrovata coscienza civica. Che significa rifiuto di omologazione e conformismo, rifiuto di rassegnazione e quieto vivere. Significa coraggio (come costruzione sociale collettiva). Coraggio di denunziare quel che non va e di pretendere soluzioni adeguate. Coraggio di sostenere chi denunzia per non lasciarlo isolato e sovraesposto. Coraggio di essere coerenti: predicare moralitàe legalità, ma praticare strade opposte, rafforza sempre di più  quel che si dice di voler cambiare. Significa coraggio di progettare, senza inseguire sempre e soltanto le emergenze.

Coraggio che, nel rispetto della legalità, sappia andare oltre la legalità stessa, puntando alla giustizia: perché ciascuno possa sperare di avere il suo e perché le risorse possano essere più equamente distribuite.

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PROPOSTA DEL COMITATO TRAZZERA MARINA

PROPOPOSTA DA PARTE DEL COMITATO TAZZERA MARINA

Ad AMM/RI DI MAGGIORANZA ED OPPOSIZIONE DEL COMUNE DI CAPO D’ORLANDO.

SISTEMA PARTECIPATO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

Intendiamo sviluppare una serie di attività con l’obiettivo comune di gestire il processo locale e di dotarlo degli strumenti necessari per la sua diffusione e per integrare la pianificazione con i principi di sostenibilità.

Il progetto può sintetizzarsi nelle seguenti fasi:

FASE 1 -Il processo strategico di coinvolgimento – coinvolgimento rappresentanza di partner istituzionali scolastici amministrativi – organizzazioni d’incontri con sociologi, psicologi – organizzazioni di seminari formativi – creazione di punti d’incontro per adesione agli obbiettivi da raggiungere – costruire strutture che dimostrino una sostenibilità nel tempo e che resistano a cambiamenti locali nel controllo politico – partnership con associazioni ed amministratori comunali.

FASE 2- Gruppi di lavoro tematici – Realizzazione dei workshop tematici di approfondimento delle problematiche condivise, propedeutici al Piano d’Azione – Stesura del Piano d’azione come elaborazione e integrazione dei risultati del workshop .

FASE 3- Costituzione di comitato tecnicosistema gestione di sostenibilità sociale – progetto, nel suo complesso, si propone, inoltre, costruire modulo per le differenti aree geografiche del territorio provinciale, che sia ripetibile ed adattabile nei Comuni e nelle realtà locali coinvolte -

FASE 4 -Creare un sito internet aggiornato sulle attività del progetto tale da garantire un’informazione costante al cittadino – Promuovere azioni a sostegno dell’informazione e partecipazione dei cittadini.

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Nuova Azione del Comitato Trazzera Marina

                                                     NON Siamo CONTRO
                                                   qualche cosa o qualcuno,
                                                         ma Siamo PER
affrontare le problematiche con serietà e responsabilità al fine di migliorare la qualità della vita di tutti e non essere alla mercé di decisioni calate dall’alto.

                                                  Perchè è nato il comitato ?

Il comitato nasce per tutelare l’interesse comune dei cittadini che spesso vivono con distacco scelte e azioni attuate da chi ci amministra.
E’ nostra intenzione risvegliare queste coscienze sospese per far si che si venga a creare una partecipazione propositiva e costruttiva alle decisioni che influenzano direttamente ed indirettamente il benessere collettivo.
Il comitato non assume posizionia prescinderema è per il dialogo e la partecipazione al fine di concorrere al raggiungimento di una soluzione che possa soddisfare tutti.

                                           Quale è il nostro attuale obiettivo

Ottenere la riqualificazione ambientale della zona demaniale conosciuta come “ex-Samps” collocata nel centro urbano di Capo d’Orlando e prospicente uno dei più belli lungomare d’Italia.

                                       Cosa proponiamo per l’area “Ex-Samps”

La nostra proposta è semplice: Trasformare l’area Demaniale degradata in una      superficie attrezzata fruibile alla collettività.

 3^ raccolta Firme per la richiesta

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Adesione attiva al comitato – Aderisci attivamente al comitato perché insieme possiamo dare voce alle esigenze della collettività.

la parola più gettonata dai politici in carica “populismo”

Vediamo dunque di capire perché il populismo è molto di più di un movimento popolare e perché ha senso temerlo.

A questo fine torniamo al “grido di dolore” di un popolo che soffre. Dice McCormick: “Durkheim disse una volta che il socialismo è il grido di dolore della società moderna. Il populismo è il grido di dolore delle moderne democrazie rappresentative.

Il populismo è inevitabile nei regimi politici che aderiscono formalmente ai principi democratici ma di fatto escludono il popolo dal governo”. Ecco dunque”: il populismo non ha come punto fondante questioni di redistribuzione economica o di giustizia sociale, ma questioni di gestione del potere politico: è dunque una contestazione radicale alla democrazia rappresentativa in vista di una gestione diretta del governo da parte del popolo.

Il quale se è economicamente oppresso dai pochi è perché non prende decisioni direttamente ma attraverso quei pochi che elegge. Quindi: il populismo si manifesta quando il popolo come entità sovrana c’è già e chiede che la sua autorità sia esercitata in maniera non indiretta.

Per McCormick dunque populismo si identifica con la democrazia diretta (ovvero assemblea aperta a tutti i cittadini; lotteria per selezionare i magistrati; tribunali composti da cittadini comuni) in un contesto in cui questa non c’è più.

Siccome nel nostro tempo questa forma di governo non può essere attuata come nell’Atene classica, è stata adottata la rappresentanza la quale, come Carl Schmitt e poi Bernard Manin hanno sostenuto (entrambi seguendo Montesquieu), è sinonimo di governo “aristocratico” o “oligarchico” ovvero dei pochi, in quanto fondato sulle elezioni.

In sostanza, ci dice McCormick, in una democrazia rappresentativa è fatale che sorga il populismo: il quale “è l’altra faccia della medaglia della normalità politica nelle repubbliche elettorali”. 

Ecco che siamo tornati a quanto sosteneva anche Laclau: il populismo si indentifica con la politica e con la democrazia nei governi rappresentativi. Delle due l’una: o la politica è ordinaria routine (politica dei pochi con il consenso dei molti) oppure è l’opposto e cioè populista (politica dei molti contri i pochi, con o senza il loro consenso visto che i molti hanno la maggioranza comunque).

ANNUNCIO PER COLORO CHE VOGLIONO SPENDERSI NEL TERZO SETTORE

Master di specializzazione

Temi e questioni del terzo settore e dell’impresa sociale 2017

http://www.euroconference.it/centro_studi_tributari/temi_e_questioni_del_terzo_settore_e_dellimpresa_sociale_2017?utm_source=criteo&utm_medium=displayRET&utm_campaign=retargeting#

SEDI E CITTÀ

Bologna -  Milano -  Venezia

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Organizzazione – tel. mob. 347-4629179  e-mail : comitato@trazzeramarina.it