rete sociale come opportunità per il cambiamento ! . . . 2^parte

Funzionamento della Rete

La struttura orizzontale e partecipativa della Rete dovrebbe consentire alle persone che ne fanno parte di operare in modo creativo e responsabile nel processo innovativo. Per rendere questo possibile, è importante che l’organizzazione della Rete sia ispirata ai principi di:

• comunità innovativa; • cooperazione conviviale;• comunicazione diffusa;• conoscenza condivisa.

La comunità innovativa prevede una struttura sociale organizzata in una rete di relazioni dirette tra gli individui, che nell’intento di cambiare il loro modo di vivere finiscono per cambiare anche quello degli altri (si cambia e si inducono cambiamenti).

 La cooperazione conviviale implica il lavorare insieme in modo creativo, responsabile ed autoregolato, generando e presupponendo un apprendimento continuo. La cura della fiducia e della reciprocità nelle relazioni è essenziale nella cooperazione conviviale. Questa permette alle persone di stare bene con gli altri e di decidere insieme il “che cosa”, il “perché”, il “quando”, il “dove” e il “come”, con obiettivi comuni e con pratiche e regole condivise.

É la cooperazione che fonda l’organizzazione e non viceversa.

 La comunicazione diffusa; superando il concetto di spazio, questa prevede la possibilità per le persone di comunicare contemporaneamente sia in contesti globali che locali, in contesti uguali o differenti, in tempo reale o in differita, di persona o via internet.

 La conoscenza condivisa prevede la condivisione, la promozione e il governo, fra tutti i membri del processo, di una grande varietà e formati di conoscenza. È attivata dalle persone con un flusso visibile di condivisione escambio tra queste e l’organizzazione. La conoscenza condivisa include ogni tipo di conoscenza, sia appartenente alle persone, che distribuita su data base e testi, arrivando a diventare un vero e proprio attributo della comunità.

Dobbiamo quindi individuare quelle attitudini e quegli schemi che trasformino o creino situazioni diverse dalle attuali assumendo un atteggiamento, presente, attivo e consapevole.

Formare un team e riuscire a lavorare in armonia con persone nuove migliora il clima di lavoro e di conseguenza aumenta i vantaggi anche in termini di produttività.

L’innovazione sociale insegna ! a fare la differenza non è la natura ma la scala delle sfide che si vogliono affrontare e rispetto alle quali misurare la capacità di apportare cambiamenti positivi e duraturi che fondino, o contribuiscano a fondare, un nuovo sistema.

Da soli non ci si salva !!     

con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.      

           accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso

Cerchiamo volonterosi per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere, aprirsi al lavoro produttivo.Abbiamo idee e progetti ! da proporre ! 

Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.

CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI NEL REALIZZARE

Dalle visioni alle strategie, dalle strategie ai progetti - alle realizzazioni.

Organizzazione no profit :

– tel. mobile 347-4629179  e-mail : comitato@trazzeramarina.it

 

 

rete sociale come opportunità per il cambiamento ! . . . 1^ parte

Le reti sociali sono un sistema complesso e il loro funzionamento può esser meglio compreso se si guarda a queste nell’ottica della complessità. La complessità scardina l’impostazione riduzionistica della modernità, facendo propri i concetti di molteplicità, integrazione, contesto e incertezza. L’ostacolo principale, con il quale ci si confronta, quando si fa parte di una Rete è rappresentato proprio dalla difficoltà di accettare l’incertezza e l’imprevedibilità connaturati in essa. E a poco serve, inseguire difficili certezze con progetti ben definiti, per tentare di controllare la dinamicità della Rete. Proprio per questi motivi, è importante sin da subito, adottare una metodologia in grado di seguire il ciclo di vita della Rete, con sensibilità ai segnali deboli e capacità di adattamento e modifica. Molto spesso infatti, la causa del fallimento di buone Reti è stata proprio la difficoltà di modificare in corsa alcuni fattori.

La Rete è caratterizzata dall’avere un organizzazione interna di tipo orizzontale e non gerarchica, che prevede processi di guida e decisione largamente partecipati tra i suoi membri. All’interno della Rete possono convivere realtà molto diverse tra loro, accomunate tuttavia dagli stessi obiettivi.

L’organizzazione orizzontale si contrappone a quella verticale (tipica di associazioni, imprese, partiti, sindacati etc…) che ha meccanismi organizzativi confusi e restii ad eventuali proposte di cambiamento (innovazione organizzativa).

Per quanto riguarda i processi di guida e decisione la Rete, attraverso meccanismi di partecipazione, si contrappone alle strutture verticali caratterizzate da direttivi ristretti ed eletti con votazioni che permettono di definire maggioranze e minoranze.

Le strutture piramidali tendono ad escludere e a non rispettare le minoranze al loro interno, mentre i processi di partecipazione tipici della Rete, consentono di salvaguardare le autonomie dei gruppi aderenti.

Dobbiamo quindi individuare quelle attitudini e quegli schemi che trasformino o creino situazioni diverse dalle attuali assumendo un atteggiamento, presente, attivo e consapevole.

Formare un team e riuscire a lavorare in armonia con persone nuove migliora il clima di lavoro e di conseguenza aumenta i vantaggi anche in termini di produttività.

L’innovazione sociale insegna ! a fare la differenza non è la natura ma la scala delle sfide che si vogliono affrontare e rispetto alle quali misurare la capacità di apportare cambiamenti positivi e duraturi che fondino, o contribuiscano a fondare, un nuovo sistema.

Da soli non ci si salva !!     

con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.      

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Cerchiamo volonterosi per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere, aprirsi al lavoro produttivo.Abbiamo idee e progetti ! da proporre ! 

Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.

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beni e spazi comuni . . .

Nonostante i chiari esempi di gestione condivisa di beni comuni che il panorama italiano offre allo sguardo, è altresì vero che molte sono le resistenze alla “rivoluzione silenziosa” agita dalle migliaia di italiani .

Basterà poi tornare all’esperienza di Adriano Olivetti come sconfinamento della fabbrica oltre il puro profitto d’impresa e verso l’interesse generale delle comunità: in particolare, penseremo ad alcuni spazi e servizi della città di Ivrea progettati e gestiti secondo principi di accessibilità e apertura a tutti. Secondo alcuni sarebbe proprio la crisi dell’ideologia proprietaria ad alimentare la speranza di rinnovamento sociale a partire dai beni comuni, a partire da società o istituzioni che mettono finalmente a disposizione risorse contesti urbani ed aree di risorse. 

Tra i laboratori di amministrazione condivisa più promettenti vi sono le scuole che funzionano da servizio pubblico nell’orario scolastico, terminato il quale si aprono come beni comuni a tutti coloro che vogliano proporre attività di altro tipo nella fascia oraria pomeridiana e serale.

Un sindaco e la sua giunta possono imboccare la strada della collaborazione con gli abitanti attivi, un preside può farlo insieme a insegnanti, genitori e società civile attiva fuori dall’istituto: il passaggio dall’attitudine autoritativa a quella collaborativa può essere innovata a favore di molteplici realtà capaci di collaborare e di includere.

Dobbiamo quindi individuare quelle attitudini e quegli schemi che trasformino o creino situazioni diverse dalle attuali assumendo un atteggiamento, presente, attivo e consapevole.

Formare un team e riuscire a lavorare in armonia con persone nuove migliora il clima di lavoro e di conseguenza aumenta i vantaggi anche in termini di produttività.

L’innovazione sociale insegna ! a fare la differenza non è la natura ma la scala delle sfide che si vogliono affrontare e rispetto alle quali misurare la capacità di apportare cambiamenti positivi e duraturi che fondino, o contribuiscano a fondare, un nuovo sistema.

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auguri di buone feste . . .

 AUGURI . . . AUGURI . . . 

  A tutti coloro che sacrificano ricompense sociali, quali denaro, status, fama per essere solo se stessi e trovare il proprio significato della vita.

  A tutti gli individualisti con abbastanza forza per lavorare e collaborare con gli altri, quando necessario, piuttosto che competere.

  A tutti coloro che attuano il Fare le cose piuttosto che aspirare a potere o reputazione.

  A tutti quelli che si  battono per quello che è giusto, piuttosto che essere promossi.

   A tutti quelli che Prendono a cuore le cose invece di essere apatici.

“Ora che ho vissuto la mia vita fino a questo punto

posso affermare che non c’è niente di donchisciottesco

nel voler cambiare il mondo. É possibile!

É il mestiere al quale l’umanità si è dedicata sempre.

Non concepisco una vita migliore di quella vissuta con entusiasmo,

dedicata alle utopie, al rifiuto ostinato dell’inevitabilità del caos e dello

sconforto (…)

L’importante, me ne rendo conto ora, non è vedere tutti i proprio sogni

realizzati, ma continuare ostinatamente a sognarli”

Fonte : educationglobalhealth.eu

Scritta da Gioconda Belli  (poetessa nicaraguense)

Da soli non ci si salva !!     

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la grande sfida ! . . .

La grande sfida è cambiare sistema culturale che accompagna i servizi educativici si  concentra su bisogni che, seppur legittimi, non centrano il tema: i servizi per l’infanzia non possono essere solo una risposta ai bisogni di cura dei bambini e di conciliazione per le famiglie. Sono prima di tutto luoghi di educazione e di apprendimento, un’opportunità di crescita relazionale e sociale a cui i bambini hanno diritto. Il sistema integrato 0/6 lo afferma, ma non basta la legge, serve una consapevolezza diffusa a tutti i livelli affinché questo diritto non rimanga inapplicato.

C’è bisogno di facilitare questo dialogo di trovare un filo comune che da Nord a Sud trova e sperimenta soluzioni condivise.

bisogna superare una “immagine del Sud tutto assistenzialismo e immobilismo clientelare” . Il desiderio di crescere e imboccare la via dello sviluppo è presente in molti e sono diffusi i tentativi di costruzione sociale, culturale, economica da guardare con attenzione.

Per questo il Comitato Trazzera Marina cerca di individuare e valorizzare  esperienze – condivisione – rete .

Dobbiamo quindi individuare quelle attitudini e quegli schemi che trasformino o creino situazioni diverse dalle attuali assumendo un atteggiamento, presente, attivo e consapevole.

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insieme per costruire oppurtunità . . .

La gestione sociale locale poggia spesso su assunti largamente dati per scontati che riducono, svalutandolo, lo spazio d’azione dell’individuo. Smontarli è il primo passo verso una libertà culturale mentale e vissuto libero da prese di posizioni e soprusi, vita vissuta virtuosa e creativa.

Come Comitato insieme a figure competenti vorremmo realizzare un  evento di orientamento dedicato sia ai giovani della scuola media inferiore che si trovano ad affrontare la scelta della scuola superiore e sia ai ragazzi che, al termine del loro percorso scolastico, dovranno scegliere l’università o il mondo del lavoro.

Non c’è modo migliore, per coinvolgere i ragazzi, che far loro sperimentare direttamente alcune situazioni nelle quali potrebbero venirsi a trovare durante il loro percorso di studio o di lavoro.

Vorremmo portare avanti il “progetto scuola” con figure competenti è per questo motivo chiediamo collaborazione per espletarlo negli Istituti attraverso incontri in cui coinvolgiamo gli studenti su tematiche legate all’impresa, stimolandoli a relazionarsi con il mondo del lavoro attraverso testimonianze, simulazioni, consigli e altre informazioni utili.

l’opportunità di conoscere, condividere, trasmettere ad altre persone

L’opportunismo è insito nell’essere umano, ma si può controllare e migliorare, per evitare di trasformare un bel rapporto in un “nulla di fatto”.

Crediamo nel valore dell’amicizia, fortemente, è fa molta rabbia vedere quante persone hanno smesso di crederci e strumentalizzano questo sentimento per ottenere “favori”.

Nel nostro caso il “favore” che viene richiesto è solitamente di origine formativa lavorativa e promozione sociale non profit.

Ci occupiamo di promozione sociale da anni con poca collaborazione e ancora mi stupisco quando le persone si avvicinano in modo amicale al fine di trarne informazioni gratuite per i loro obiettivi personali.

Il messaggio che vorrei vi arrivasse è quello di credere nell’amicizia e nelle sue opportunità e non approfittare delle persone con strani “magheggi” o giri di lusinghe perché le “magagne” vengono sempre a galla.

Dobbiamo quindi individuare quelle attitudini e quegli schemi che trasformino o creino situazioni diverse dalle attuali assumendo un atteggiamento, presente, attivo e consapevole.

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come si potrebbero intercettare fondi europei . . .

Toscana, bando da 20 milioni per le startup - fonte: EC (foto: Ansa)

 Un ulteriore passo avanti per verificare quali siano le reali necessità delle imprese per crescere. Si potrebbe creare un unico soggetto giuridico, operativo e gestionale, ed associare imprese private e soggetti pubblici, allo scopo di favorire l’innovazione e incrementare la produttività e la crescita del territorio, intercettando anche fondi europei.

Metterci in contatto con le università e i centri di ricerca per lo sviluppo di nuove tecnologie e percorsi produttivi. Un’opportunità particolarmente importante per le piccole e piccolissime aziende, che potrebbero usufruire di una struttura competente ed efficiente per accedere ai bandi di finanziamento europei.

Far nascere l’unione di imprenditori professionisti artigiani commercianti la cosiddetta Strategia di Specializzazione Intelligente indicata dall’Ue, che prevede una serie di azioni volte a incrementare l’innovazione del sistema produttivo. Un’aggregazione composta da Università, Istituti di Ricerca e aziende del territorio che collaborano per raccogliere e studiare le esigenze in ambito lavorativo e produttivo (robotica, meccatronica ed efficienza energetica), e-Living (domotica, salute e benessere e prodotti per migliorare la qualità degli ambienti di vita), Agrifood (settore agro-alimentare con particolare riguardo alla qualità e certificazione dei prodotti Made in Italy). 

Le risorse verrebbero destinate alle priorità individuate, provenienti da fondi Por Fesr, Fse e Fears, ma anche da risorse nazionali (Fondo crescita sostenibile), o da programmi a gestione diretta della Commissione Europea (Horizon 2020, Cosme).

Questa idea potrebbe dare l’input a micro e piccole imprese giovanili, femminili, ammortizzatori sociali, nei settori artigianali, manifatturiero, commercio turismo e terziario etc. 

Dobbiamo quindi individuare quelle attitudini e quegli schemi che trasformino o creino situazioni diverse dalle attuali assumendo un atteggiamento, presente, attivo e consapevole.

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over 65 andiamo allo sbaraglio ! . . .

La scuola la cultura l’educazione continua ad essere dimenticata. Sembra certificata e confermata che l’Italia è un paese per vecchi” (siamo i secondi al mondo per percentuale di over 65 sul totale della popolazione) privi di politiche mirate a investire nel sistema scolastico e, di conseguenza, nel lavoro.

È  IMPORTANTE  che gli over 65  presenti  nel territorio nebroideo facciano squadra per fare qualcosa di storico in una situazione preoccupante come questa. L’Italia è uno dei paesi che investe meno nell’istruzione, 30esimi su 36 per spesa pubblica scolastica – dietro Spagna, Germania, Regno Unito e Francia – e si trova ben al di sotto sotto della media. Il numero dei laureati è inferiore al 20% dei cittadini di età adulta e solamente il 25 % dei manager è in possesso di una laurea. Non deve sorprendere, quindi, il quintultimo posto nella classifica che quantifica l’ammontare del ritorno finanziario individuale dopo il conseguimento di una laurea.

Con questo sistema d’educazione e scarsità di investimenti, i più giovani faticano a trovare un impiego in modo continuativo. Bassi livelli di istruzione e di qualificazione rendono più complicato l’accesso alla stabilità occupazionale, condizione che nel lungo periodo costituisce la premessa per la disoccupazione. Allo stesso modo, chi riesce a conseguire una laurea non ottiene un ritorno economico in linea con le medie europee.

  • Investire nella digitalizzazione e nei progetti innovativi.per la digitalizzazione della scuola previsti dal Ministero dell’Istruzione, rappresentano un investimento nella direzione giusta. Utilizzare risorse per potenziare le attività di ricerca e di laboratorio a tutti i livelli (secondario e terziario) e potenziare le competenze digitali sia degli studenti che del personale scolastico è fondamentale;L’alternanza scuola-lavoro un canale diretto tra aziende e istituti scolastici, oltre che università, la scuola non deve essere vista come un “parcheggio”. Deve essere valorizzata per aumentare ed affinare le competenze degli studenti, sviluppare capacità imprenditoriali, accrescere la conoscenze delle dinamiche lavorative;
  • Integrare nei programmi scolastici l’educazione civica e finanziaria di base. Anche in questo campo l’Italia occupa i bassifondi delle classifiche internazionali. Un individuo formato sotto questo punto di vista sarà un cittadino più consapevole delle proprie scelte ed una risorsa per la nazione.

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qualè l’obiettivo principale . . .

Ci poniamo la valorizzazione delle attività e delle esperienze del vivere sociale che i cittadini autonomamente organizzati e non attuano sul territorio per migliorare la qualità della vita sociale, della comunità, attraverso percorsi, anche innovativi, basati su equità, giustizia sociale, rispetto reciproco, sussidiarietà e sviluppo sostenibile.

Quali vantaggi :

opportunità per rafforzare relazioni e comune progettualità tra le realtà associative presenti nel territorio. E’ un’occasione per affrontare bisogni ed emergenze che si evidenziano a livello locale, che non trovano soluzione a livello provinciale-regionale-nazionale-europeo o che possano essere affrontate meglio localmente. E’ la possibilità di dialogare su un “terreno comune” di problemi e prospettive per trovare strategie e soluzioni più vicine per e con la collettività.

•  il comitato è uno strumento per esercitare la rappresentanza unitaria della società civile locale, permette di creare un fronte comune d’interessi nel dialogo con le istituzioni, ottenendo un maggior potere d’ascolto e di coinvolgimento nelle strategie di cittadinanza attiva e di risposta ai bisogni. Sotto questo punto di vista, il comitato può diventare un protagonista “di peso” per realizzare battaglie comuni.

il comitato è una grande opportunità, quindi, per dare coralità e consapevolezza al mondo del sociale .

questo comitato spontaneo è una forma autonoma di aggregazione a livello locale che opera, senza finalità di lucro, per realizzare finalità di interesse generale, grazie all’autonoma e libera aggregazione democratica dei cittadini.

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ci teniamo a ricordare che ! . . .

Nato nel novembre del 2012 il COMITATO SPONTANEO TRAZZERA MARINA con lo scopo di mobilitare tutti coloro che vogliono spendersi per un paese più libero dalla repressione, vivibile e all’insegna del pluralismo no profit, un’iniziativa che ha l’obiettivo di dare visibilità e spazio a stili di vita e iniziative produttive, commerciali e finanziarie ispirate ai principi di sobrietà, equità, sostenibilità, partecipazione e solidarietà condivisa.

Vorremmo andare oltre l’informazione: discutere su scelte, consumi comportamenti di vita sociale professionale e lavorativa, favorire la consapevolezza, correttezza, il merito e la partecipazione agli avvenimenti locali e globali. Al tempo stesso, l’impegno del Comitato è raccontarsi i meccanismi dell’economia, denunciandone soprusi, storture, ingiustizie.

Il Comitato Spontaneo Trazzera Marina punta a stringere patti informativi sociali da cui creare rete con altri gruppi per affrontare insieme le tante problematiche sociali. Non riceviamo finanziamenti pubblici ne privati: per queste ragioni è un esempio unico nel panorama  italiano, una straordinaria garanzia d’indipendenza correttezza dell’informazione è spinta sociale.

Il Comitato Spontaneo Trazzera Marina vuole facilitare la relazione tra le persone e le organizzazioni che contribuiscono a rendere un’utopia concreta: attraverso l’impegno ne garantiscono la solidità, attraverso la partecipazione attiva ne garantiscono la vicinanza ai territori e la capacità di rispondere ai bisogni della propria comunità di riferimento.

Dobbiamo quindi individuare quelle attitudini e quegli schemi che trasformino o creino situazioni diverse dalle attuali assumendo un atteggiamento, presente, attivo e consapevole.

Formare un team e riuscire a lavorare in armonia con persone nuove migliora il clima di lavoro e di conseguenza aumenta i vantaggi anche in termini di produttività.

L’innovazione sociale insegna ! a fare la differenza non è la natura ma la scala delle sfide che si vogliono affrontare e rispetto alle quali misurare la capacità di apportare cambiamenti positivi e duraturi che fondino, o contribuiscano a fondare, un nuovo sistema.

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