la cultura del futile inutile ! . . .

Quanti si interrogano, in modo più appropriato, sull’efficacia – chiamiamola «utilità» – in termini occupazionali dei percorsi scolastici ?  due studenti su tre proseguono, nei successivi percorsi universitari, con studi scientifico/tecnici: ingegneria, farmacia, medicina, scienze matematiche, fisiche, biologiche, statistiche, architettura? Qualcuno mi s’à spiegare, inoltre, perché anche le scienze umane (pedagogia, sociologia, antropologia…) sono «scienze»?  per una questione di metodo, non tanto di contenuto. Il metodo attiene alla logica ma anche alla creatività dell’intuizione. Quanta parte di merito nelle scoperte scientifiche è da affidarsi alla creatività? Quanta parte di merito alla logica e alla costruzione rigorosa è da riconoscersi invece nella «creazione» di un’opera d’arte, di musica, letteratura o arte figurativa che sia? Siamo davvero convinti che si possano separare nel cervello umano scienza e arte attribuendo loro caratteristiche che forse son più stereotipi che divisioni reali ?

La domanda da farsi piuttosto non è «cosa serve a chi studia oggi»? ma tra 5 anni, in un mondo dinamico e in cambiamento come è quello attuale, su scala nazionale e internazionale, il 60% almeno delle professioni attuali sarà completamente inutile? ci saranno un 60% di «mestieri nuovi», la cui caratteristica intrinseca sarà il dinamismo? Quello che veramente «servirà» ai nostri figli, lavoratori di domani, sono dei nuovi contenuti, la conoscenza di strumentazioni tecnologiche che sono obsolete dopo pochi mesi, una flessibilità mentale diversa e un «adattamento creativo» eccezionale?  è una questione di competenze personali trasversali maturate, non di contenuti e nemmeno di brusche classificazioni. La questione è una: fornire un metodo, interrogarsi su un metodo, o meglio: sapersi e sapere interrogare il mondo e se stessi. Dunque il «problema» della scuola oggi è come attivare e coltivare, l’autonomia di riflessione e la capacità di creazione.

Che poi vengano applicate nell’invenzione scientifica o in quella artistica poco cambia.  E allora la domanda dovrebbe essere: sono i licei classici ad essere obsoleti per i contenuti trasmessi o sono tutte le scuole inefficaci nel trasferire ? provocare, coordinare e coltivare ?

Se fosse solo una questione di sbocco occupazionale mi chiedo come mai quel 94% di studenti che seguono percorsi «concreti» e «specifici», «utilitaristici», poi non vengano collocati ?

Quella che dovremmo trasferire ai nostri figli è la capacità di vivere nel dubbio senza perdersi in esso, di cercarlo, senza paura di contraddirsi, perché è la contraddizione che crea il progresso culturale e scientifico, non il teorema.

Laboratori didattici innovativi :

Un concentrato d’innovazione che ha l’ambizione di ispirare gli studenti e formarli su competenze trasversali che possono toccare differenti discipline.

Siamo chiamati dunque ha ragionare sull’utilità degli studi in rapporto all’utilità della nostra società – territorio -  ambiente per costruire la nostra identità individuale e collettiva a prescindere poi da ciò che decidiamo di fare come individui ma anche come collettività.

Nei sistemi scolastici dell’era moderna convivono due istanze parimenti importanti: da un lato il bisogno degli studenti (l’utilità e la formazione per la loro vita individuale) e dall’altro il bisogno della comunità  (l’utilità e la formazione per la vita collettiva, per il corpus dei cittadini).

 Prima dei concetti di utilità e di bellezza, l’essere è pregiudiziale all’esistere.

Questo «noi» si trasmette nella misura in cui siamo stati capaci di fornire un metodo che è essenzialmente riflessione, critica-creatività-metodo.

COLTIVIAMO CONCRETEZZA NON FUTILITA’  ! . . .

Siamo per cambiare lo status quo, di chi è aprioristicamente contro qualsiasi tipo di cambiamento e crede di usare la scuola – i partiti – le associazioni etc. come luogo di indottrinamento – bisogna avere il coraggio di cambiare atteggiamenti e comportamenti sociali.

Abbiamo quindi bisogno di crescere; gli ambiti operativi sono tanti e il percorso è tutto da “inventare”.

Formare un gruppo di unità d’intenti è alquanto complesso, ma i benefici che se ne possono trarre ne fanno indubbiamente un’arma vincente. Essere cittadini attivi aiuta !!

Risultato immagine per vignette su cittadinanza attiva

Da soli non ci si salva !!  

  con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.

                 accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso

Cerchiamo volontari per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere

Abbiamo dei progetti ! da realizzare ! 

Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.

CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI NEL REALIZZARE

Dalle visioni alle strategie, dalle strategie ai progettialle realizzazioni.

Organizzazione – tel. mob. 347-4629179  e-mail : comitato@trazzeramarina.it

 

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