qualè l’obiettivo principale . . .

Ci poniamo la valorizzazione delle attività e delle esperienze del vivere sociale che i cittadini autonomamente organizzati e non attuano sul territorio per migliorare la qualità della vita sociale, della comunità, attraverso percorsi, anche innovativi, basati su equità, giustizia sociale, rispetto reciproco, sussidiarietà e sviluppo sostenibile.

Quali vantaggi :

opportunità per rafforzare relazioni e comune progettualità tra le realtà associative presenti nel territorio. E’ un’occasione per affrontare bisogni ed emergenze che si evidenziano a livello locale, che non trovano soluzione a livello provinciale-regionale-nazionale-europeo o che possano essere affrontate meglio localmente. E’ la possibilità di dialogare su un “terreno comune” di problemi e prospettive per trovare strategie e soluzioni più vicine per e con la collettività.

•  il comitato è uno strumento per esercitare la rappresentanza unitaria della società civile locale, permette di creare un fronte comune d’interessi nel dialogo con le istituzioni, ottenendo un maggior potere d’ascolto e di coinvolgimento nelle strategie di cittadinanza attiva e di risposta ai bisogni. Sotto questo punto di vista, il comitato può diventare un protagonista “di peso” per realizzare battaglie comuni.

il comitato è una grande opportunità, quindi, per dare coralità e consapevolezza al mondo del sociale .

questo comitato spontaneo è una forma autonoma di aggregazione a livello locale che opera, senza finalità di lucro, per realizzare finalità di interesse generale, grazie all’autonoma e libera aggregazione democratica dei cittadini.

Formare un team e riuscire a lavorare in armonia con persone nuove migliora il clima di lavoro e di conseguenza aumenta i vantaggi anche in termini di produttività.

L’innovazione sociale insegna ! a fare la differenza non è la natura ma la scala delle sfide che si vogliono affrontare e rispetto alle quali misurare la capacità di apportare cambiamenti positivi e duraturi che fondino, o contribuiscano a fondare, un nuovo sistema.

Da soli non ci si salva !!     

con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.      

           accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso

Cerchiamo volonterosi per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere, aprirsi al lavoro produttivo.Abbiamo idee e progetti ! da proporre ! 

Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.

CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI NEL REALIZZARE

Dalle visioni alle strategie, dalle strategie ai progetti - alle realizzazioni.

Organizzazione no profit:

– tel. mobile 347-4629179  e-mail : comitato@trazzeramarina.it

ci teniamo a ricordare che ! . . .

Nato nel novembre del 2012 il COMITATO SPONTANEO TRAZZERA MARINA con lo scopo di mobilitare tutti coloro che vogliono spendersi per un paese più libero dalla repressione, vivibile e all’insegna del pluralismo no profit, un’iniziativa che ha l’obiettivo di dare visibilità e spazio a stili di vita e iniziative produttive, commerciali e finanziarie ispirate ai principi di sobrietà, equità, sostenibilità, partecipazione e solidarietà condivisa.

Vorremmo andare oltre l’informazione: discutere su scelte, consumi comportamenti di vita sociale professionale e lavorativa, favorire la consapevolezza, correttezza, il merito e la partecipazione agli avvenimenti locali e globali. Al tempo stesso, l’impegno del Comitato è raccontarsi i meccanismi dell’economia, denunciandone soprusi, storture, ingiustizie.

Il Comitato Spontaneo Trazzera Marina punta a stringere patti informativi sociali da cui creare rete con altri gruppi per affrontare insieme le tante problematiche sociali. Non riceviamo finanziamenti pubblici ne privati: per queste ragioni è un esempio unico nel panorama  italiano, una straordinaria garanzia d’indipendenza correttezza dell’informazione è spinta sociale.

Il Comitato Spontaneo Trazzera Marina vuole facilitare la relazione tra le persone e le organizzazioni che contribuiscono a rendere un’utopia concreta: attraverso l’impegno ne garantiscono la solidità, attraverso la partecipazione attiva ne garantiscono la vicinanza ai territori e la capacità di rispondere ai bisogni della propria comunità di riferimento.

Dobbiamo quindi individuare quelle attitudini e quegli schemi che trasformino o creino situazioni diverse dalle attuali assumendo un atteggiamento, presente, attivo e consapevole.

Formare un team e riuscire a lavorare in armonia con persone nuove migliora il clima di lavoro e di conseguenza aumenta i vantaggi anche in termini di produttività.

L’innovazione sociale insegna ! a fare la differenza non è la natura ma la scala delle sfide che si vogliono affrontare e rispetto alle quali misurare la capacità di apportare cambiamenti positivi e duraturi che fondino, o contribuiscano a fondare, un nuovo sistema.

Da soli non ci si salva !!     

con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.      

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Cerchiamo volonterosi per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere, aprirsi al lavoro produttivo.Abbiamo idee e progetti ! da proporre ! 

Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.

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ATTENZIONE ! ! ! . . .

Attenzione, una malattia letale ha colpito la massa, portandoli  all’ISOLAMENTO.

  La chiameremo  STRUNZISMO perché si manifesta con la tendenza a mettere la testa sotto la sabbia per non vedere, sentire e parlare, confrontarsi.

Risultati immagini per vignette sullo struzzo

 I sintomi sono molti e lo attribuiamo alla crisi o a internet.

  Cresce la disaffezione all’unità, la nausea verso la scenario politico.

 Vengono descritti come divisi tra servili o traditori. Il distinguo politico è, se sono a favore del governo coloro che sono nel governo sono contro il governo coloro che ne sono fuori.

  Ma attenzione quando sarà, bisogna andare a votare tutti in massa, questa volta scegliendo le persone meritocratiche, con un programma ristretto ma importante per il Popolo.

 Cresce la popolarità di Papa Francesco.

 Decresce il numero dei lettori di giornali e di telespettatori del Tg e la motivazione  principale è per non vedere le solite brutte notizie e le solite brutte risse.

 Cresce il numero di morosi, di imboscati, di penitenti, di renitenti alle cartelle fiscali, alle utenze, agli strozzini e cravattari.

 Cresce la nausea per le facce e le parole della crisi, per il mimetismo variabile delle Tasse e il ricalcolo quotidiano.

  Cresce la MAZZATA per il dominio sulla terra.

  Lo  “Struzzista”  Non protesta ma si sfila. Al massimo ti risponde non c’è speranza dobbiamo andare all’estero.

  Ficca la testa nella sabbia della sua privacy, dei giochini elettronici touchtablite, delle cuffie e delle ipocondrie personali   siamo “Un Popolo Struzzato“.

Risultati immagini per vignette sullo struzzo

 Una volta esisteva un tutt’altro Popolo!!

  Forse più bigotto, che credeva nella Chiesa, rispettoso e legato all’amicizia, ai propri simili, alla propria famiglia e agli anziani .

Dov’è  Finito  ? . . . ………

Da soli non ci si salva !!     

con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.      

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Cerchiamo volonterosi per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere, aprirsi al lavoro produttivo.Abbiamo idee e progetti ! da proporre ! 

Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.

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creare futuro . . .

 Gestire un’organizzazione può apparire straordinariamente simile ad un numero di “piatti cinesi”: si corre ininterrottamente da un punto all’altro, impegnandosi a mantenere ogni elemento attivo e in costante movimento. Allo stesso modo, per guidare un’impresa occorre raggiungere e mantenere un preciso equilibrio.

 Ciò implica saper gestire le urgenze immediate ponendo al contempo le basi per lo sviluppo di opportunità future, senza però perdere di vista le procedure collaudate ma potenzialmente obsolete che sono state ideate in passato e che rischiano di rallentare il futuro.Troppo spesso concentriamo le energie sui progetti in corso, che in effetti rappresentano il motore che permette di rimanere in gioco.

 Tuttavia, il successo di un’organizzazione può risultare effimero se i suoi responsabili non si occupano anche di curare gli sviluppi futuri e non monitorano l’efficacia delle azioni svolte nel passato.

 Si tratta di un equilibrio delicato che richiede una mentalità aperta, affiancata da un preciso set di competenze, strumenti specifici e da una strategia ad hoc.

 Essere in grado di reinventare costantemente non significa dover ripartire da zero ogniqualvolta viene introdotta una nuova innovazione potenzialmente vantaggiosa.

 Saper esplorare nuove opportunità è invece un processo continuo e in divenire basato sulla sensibilità ai cambiamenti, non necessariamente all’interno del proprio specifico settore.

 Questi cambiamenti, spesso poco chiari e a malapena percettibili, prefigurano nuove tendenze del comportamento umano, della tecnologia e in generale della società. Gli esperti li chiamano “segnali deboli”.

 Il processo innovativo non è un progetto dai confini definiti, ma un viaggio continuo e in divenire.

Dobbiamo quindi individuare quelle attitudini e quegli schemi che trasformino o creino situazioni diverse dalle attuali assumendo un atteggiamento, presente, attivo e consapevole.

Formare un team e riuscire a lavorare in armonia con persone nuove migliora il clima di lavoro e di conseguenza aumenta i vantaggi anche in termini di produttività.

L’innovazione sociale insegna ! a fare la differenza non è la natura ma la scala delle sfide che si vogliono affrontare e rispetto alle quali misurare la capacità di apportare cambiamenti positivi e duraturi che fondino, o contribuiscano a fondare, un nuovo sistema.

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Cerchiamo volonterosi per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere, aprirsi al lavoro produttivo.Abbiamo idee e progetti ! da proporre ! 

Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.

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essere leciti e liberi ! . . .

La libertà è una responsabilità, una responsabilità da cui spesso scappiamo, nascondendoci dietro un muro di limiti e di scelte già prese prima di essere ponderate. E’ siamo anche affezionati a questi limiti, nel caos delle infinite possibilità, perché Spesso consciamente o meno ci facciamo influenzare dalle persone che abbiamo attorno, amici, familiari, compagni di classe ma anche perfetti sconosciuti che incontriamo per strada, o sulla home di Facebook e Instagram . Tutte queste persone hanno un peso più o meno rilevante su come ci vestiamo, cosa mangiamo, quello che postiamo sui social, il modo in cui parliamo, sulle nostre scelte di vita. Oggi siamo così interconnessi che ormai ci intersechiamo, occorre chiedersi esattamente a che punto, in quello che facciamo, finiamo noi e iniziano gli altri. Ci ritroviamo in schemi di comportamento, nelle mode, in sistemi, in religioni, ignorando noi stessi !

Un’altra grossa limitazione è l’opinione che abbiamo di noi stessi. Statisticamente parlando, siamo una generazione con l’autostima bassa. Ci facciamo tantissime paranoie, abbiamo l’ansia per gli esami,  per la prova costume, per il lavoro (o perché non lo troviamo). Rinunciamo facilmente a percorsi più ambiziosi per paura di non essere all’altezza, di dover fare un passo indietro con la coda tra le gambe. Secondo me è vero anche che nel profondo la libertà ci fa paura. La libertà implica indipendenza, implica autonomia, e quando non si trovano compromessi leciti, implica anche la solitudine. E questo ci spaventa ! . . .

Dobbiamo quindi individuare quelle attitudini e quegli schemi che trasformino o creino situazioni diverse dalle attuali assumendo un atteggiamento, presente, attivo e consapevole.

Formare un team e riuscire a lavorare in armonia con persone nuove migliora il clima di lavoro e di conseguenza aumenta i vantaggi anche in termini di produttività.

L’innovazione sociale insegna ! a fare la differenza non è la natura ma la scala delle sfide che si vogliono affrontare e rispetto alle quali misurare la capacità di apportare cambiamenti positivi e duraturi che fondino, o contribuiscano a fondare, un nuovo sistema.

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la convivenza del condividere ! . . . sconfigge la solitudine ! . . .

In vissuto odierno rischia di subire violenti scossoni: tutto ciò che prima apparteneva alla routine, diviene improvvisamente faticoso, ciò che prima dava piacere e gratificazione, diventa insapore; spesso è indispensabile concedere a se stessi e ai propri bisogni emotivi uno spazio appropriato per esprimersi prima di ritornare ad occuparsi in modo funzionale ed efficace delle incombenze quotidianele emozioni negative ed il senso del dovere, infatti, sono come due conoscenti pronti ad entrare apertamente in conflitto tra loro e a dichiararsi apertamente guerra quando le pressioni esterne (incombenze quotidiane, consegne lavorative, gestione della casa e dei figli etc.) non consentono più una pacifica convivenza.

Quando il desiderio di mollare tutto prende il sopravvento, il pensiero richiama l’attenzione su quello che ci manca e ci invita a fermarci per iniziarne la ricerca. Le assenze, i vuoti, il non detto, l’amore non ricambiato, l’abbraccio non ricevuto, il conforto atteso invano, il desiderio inappagato sono ciò che pesa di più nello zaino che ognuno di noi porta sulle spalle quando attraversa la strada della vita; quando il peso del fardello è così difficile da sopportare da soli, è consigliabile fermarsi e cercare qualcuno che ci sollevi dalla fatica quanto basta per sentire il desiderio di ricominciare. Se invece si sceglie di chiudersi a riccio, non solo si rischia di restare schiacciati sotto il peso insopportabile del proprio malessere psicologico, ma addirittura di non ricevere soccorso da chi ci circonda, soprattutto se ci siamo mostrati sfuggenti ed evitanti per il timore che alla nostra richiesta di supporto non seguisse nessuna mano tesa. Con un atteggiamento di questo tipo, si corre il rischio di allontanare anche chi, nonostante la nostra reticenza a farci aiutare, ha provato a sfidare i nostri aculei, senza timore di pungersi. Quando la sofferenza è troppo grande per essere gestita da soli, è fondamentale chiedere aiuto: raccontare il dolore non solo non ci rende più deboli, ma spesso ci fortifica; condividerlo non ci rende più vulnerabili, ma ci regala un nuovo senso di leggerezza; abbandonarsi all’altro non equivale ad una sconfitta ma spalanca le porte ad una possibilità.

Dobbiamo quindi individuare quelle attitudini e quegli schemi che trasformino o creino situazioni diverse dalle attuali assumendo un atteggiamento, presente, attivo e consapevole.

Formare un team e riuscire a lavorare in armonia con persone nuove migliora il clima di lavoro e di conseguenza aumenta i vantaggi anche in termini di produttività.

L’innovazione sociale insegna ! a fare la differenza non è la natura ma la scala delle sfide che si vogliono affrontare e rispetto alle quali misurare la capacità di apportare cambiamenti positivi e duraturi che fondino, o contribuiscano a fondare, un nuovo sistema.

Da soli non ci si salva !!     

con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.      

           accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso

Cerchiamo volonterosi per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere, aprirsi al lavoro produttivo.Abbiamo idee e progetti ! da proporre ! 

Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.

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quando domanda e offerta di lavoro non si incontrano

Mismatch” è un termine inglese che letteralmente significa “”divario”, “discrepanza”,non corrispondenza”. In ambito socioeconomico indica il mancato incontro, il non allineamento, tra la domanda e l’offerta di lavoro. Si possono individuare tre tipologie di mismatch, in base alle cause che hanno determinato la situazione di squilibrio nel mercato del lavoro:

  • mismatch territoriale, causato da diversi ritmi di crescita e sviluppo delle aree di uno stesso Paese
  • mismatch settoriale, causato da differenze di remunerazione, produttività e tecnologia nei diversi settori che compongono l’apparato produttivo del Paese
  • mismatch di qualifica, causato da un’offerta di lavoro non in linea con le esigenze del mercato e da una domanda inevasa a causa delle qualifiche professionali richieste.

Altre due espressioni chiave sono educational mismatch e skill mismatch, che fanno riferimento alla terza tipologia di squlibrio, cioè la mancata corrispondenza tra le competenze o il livello d’istruzione degli individui e quelli richiesti dal mondo del lavoro.

In particolare con l’espressione educational mismatch si fa riferimento alla mancata corrispondenza tra il titolo di studio posseduto da un individuo e quello richiesto per la posizione organizzativa che ricopre in un’impresa. Si è in presenza di skill mismatch , invece, quando si assiste alla mancata corrispondenza tra le competenze e le abilità di cui è dotato un individuo e quelle richieste dall’impresa per il lavoro che svolge.

Seppur il trend sia decrescente in quasi tutti i Paesi negli ultimi anni, l’Italia rimane all’ultimo posto indietro di 3 punti rispetto alla media UE 28 nel 2017. E il dato è peggiorato di un punto in seguito all’implementazione del Piano Industria 4.0 alla fine del 2016. Il medesimo discorso vale per la formazione ICT svolta all’interno delle imprese. La percentuale di imprese italiane che hanno avviato percorsi di qualificazione per “digitalizzare” il proprio personale è del 13% (2017) contro il 21% della media europea. Anche se in questo caso aumenta di 1 punto percentuale l’incidenza tra il 2017 e il 2016.

QUALI CAUSE?   Diversi fattori concorrono per spiegare tale carenza.  Innanzitutto il Piano Industria 4.0 del 2016 ha incentivato solo ed esclusivamente gli investimenti in macchinari, sperando di stimolare anche l’offerta di lavoro qualificato. Secondariamente, come rivela l’indagine Istat sui fattori di digitalizzazione, le aziende italiane non considerano le competenze come un fattore chiave. In terzo luogo, il reiterarsi del fenomeno dello skill mismatch che penalizza sia i lavoratori (spesso troppo qualificati) sia le imprese (carenza di specializzazioni ICT e ingegneristiche).

Per rilanciare il Mezzogiorno è necessario risolvere il “problema dei problemi”: porre fine alla fuga dei  talenti giovani meridionali dalla nostra terra arginando così il depauperamento del capitale umano che affossa il Meridione.

La scarsità di lavoro, investimenti, produzione, inevitabilmente, ha delle ricadute anche sulla dimensione sociale.

Dobbiamo quindi individuare quelle attitudini e quegli schemi che trasformino o creino situazioni diverse dalle attuali assumendo un atteggiamento, presente, attivo e consapevole.

Gli aspetti che possono fare nascere nuove esperienze sono in primo piano un attitudine favorevole all’innovazione, apertura mentale e condivisione delle idee innovative che possono emergere da qualsiasi persona.

Formare un team e riuscire a lavorare in armonia con persone nuove migliora il clima di lavoro e di conseguenza aumenta i vantaggi anche in termini di produttività.

L’innovazione sociale insegna a fare la differenza non è la natura ma la scala delle sfide che si vogliono affrontare e rispetto alle quali misurare la capacità di apportare cambiamenti positivi e duraturi che fondino, o contribuiscano a fondare, un nuovo sistema. Allargare lo sguardo verso i giovani che potrebbero portare delle novità.

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Investimenti PMI Sud: incentivi a sportello da gennaio

Sbloccati i fondi per le agevolazioni sugli investimenti in macchinari innovativi 4.0 delle PMI del Mezzogiorno: il decreto con le istruzioni e le scadenze.

Istruzioni, moduli, date per la presentazione delle domande: il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato il decreto con tutti i dettagli per le PMI che vogliono chiedere le agevolazione per investimenti in macchinari innovativi nelle Regioni meno sviluppate. Le regole sono contenute del decreto direttoriale del 16 novembre 2018, in attuazione del Bando nuovi macchinari previsto nell’ambito del progetto Fabbrica intelligente, che mette a disposizione 340 milioni di euro (riferimenti normativi: dm 9 marzo 2018 e dm 21 maggio 2018). Le domande si possono presentare a partire dal prossimo 29 gennaio 2019.

Il bando si rivolge alle PMI delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia appartenenti a tutti i settori produttivi con l’esclusione di siderurgia, estrazione del carbone, costruzione navale, fabbricazione delle fibre sintetiche, trasporti e infrastrutture, produzione e distribuzione di energia e relative infrastrutture.

Si tratta di un finanziamento agevolato per investimenti in macchinari nuovi fra i 500mila euro e i 3 milioni. Per le imprese di piccola dimensione, è previsto un contributo in conto impianti pari al 35% e un finanziamento agevolato pari al 40%, mentre per quelle di media dimensione il contributo in conto impianti è al 25% e il finanziamento agevolato è pari al 50%.

La domanda si presenta esclusivamente utilizzando la procedura informatica disponibile sul sito del MiSE, accessibile nell’apposita sezione “Macchinari innovativi“, dalle ore 10:00 alle ore 17:00 da lunedì a venerdì, a partire dal 29 gennaio 2019. Bisogna avere una casella PEC e la carta nazionale dei servizi.

  • Dal 9 gennaio è possibile accedere alla procedura di verifica dei requisiti,
  • il 15 gennaio sarà possibile compilare la domanda,
  • dal 29 gennaio si può procedere all’invio.

Formare un team e riuscire a lavorare in armonia con persone nuove migliora il clima di lavoro e di conseguenza aumenta i vantaggi anche in termini di produttività.

L’innovazione sociale insegna ! a fare la differenza non è la natura ma la scala delle sfide che si vogliono affrontare e rispetto alle quali misurare la capacità di apportare cambiamenti positivi e duraturi che fondino, o contribuiscano a fondare, un nuovo sistema.

Da soli non ci si salva !!     

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pensando alla buona – con onestà – alla grande! . . . twim e bim . . .

Creare dei digital twin apre uno spazio di business basato sulla offerta di servizi. Infatti fornisce un monitoraggio dell’operatività del prodotto e può spesso intervenire per porre rimedio a problemi o comunque suggerire interventi tempestivi di manutenzione e quant’altro.

Cambia l’idea stessa di prodotto: non siamo più in presenza di un oggetto che viene acquistato tramite un rivenditore che disaccoppia il produttore dall’utilizzatore. Al contrario produttore ed utilizzatore rimangono in contatto, addirittura costantemente in alcuni casi.

L’utilizzatore, proprio attraverso l’utilizzo che fa del prodotto, fornisce informazioni al produttore che consentono a questo di migliorarlo, o di tener conto di possibili migliorie da introdurre in altri prodotti. L’utilizzatore, in cambio, ha la certezza che il suo prodotto è seguito e se necessario sarà più semplice intervenire per la manutenzione che diventa un servizio integrato nel prodotto stesso.

La filiera si modifica e questo è un elemento che caratterizza l’Industria 4.0. Non cambia infatti soltanto la produzione all’interno dell’azienda (questa diventa sempre più permeata dal software) ma anche la relazione tra i diversi attori lungo la filiera con il coinvolgimento dell’utente finale.

La presenza di digital twin apre anche, potenzialmente, uno spazio per terze parti, spesso PMI e start up, che possono sviluppare servizi a partire dal digital twin. Essendo questi basati su bit i costi transazionali sono molto limitati, mettendo lo sviluppo di applicazioni alla portata di un grande numero di attori. A loro volta questi creano nel tempo un ecosistema che arricchisce il prodotto stesso.

Un digital twin per le persone

Da notare come in prospettiva non solo i prodotti potranno avere un digital twin. Anche noi stessi, in quanto persone, potremo avere il nostro digital twin che rappresenta in bit quello che facciamo, il nostro stato di salute per arrivare alle nostre conoscenze. Il digital twin potrà rendersi utile in vari modi compreso quello di entrare nella filiera produttiva (vuoi acquistare un nuovo paio di scarpe sicuro che ti “calzino” a pennello? Manda il tuo digital twin a fare l’acquisto dal produttore di scarpe. Gli fornirà le misure esatte del tuo piede e anche informazioni su come cammini!).

La possibilità di mantenere una sincronizzazione tra un prodotto (o una persona) ed il suo digital twin si basa sulla presenza di una infrastruttura di comunicazione pervasiva a cui i sensori presenti nel prodotto possono agganciarsi per inviare i dati (nel caso di una persona possono essere quelli integrati nello smart watch, nel telefonino, nel braccialetto, sensori medicali…). Questi sensori, anche chiamati Internet of Things –IoT-, sono sempre più presenti e costituiscono un altro degli elementi caratterizzanti l’Industria 4.0.

Dobbiamo assolutamente riflettere su questi nuovi scenari e impostare un percorso di evoluzione entro questo decennio. Iniziare nel prossimo potrebbe essere troppo tardi. Al tempo stesso il regolatore, governo/istituzioni, deve intervenire prontamente per mettere a disposizione un contesto in cui sia garantita privacy, trust, ownership ma non bloccando l’evoluzione imponendo vincoli che di fatto la rendano impossibile. Occorre avere dal legislatore la capacità di guidare l’evoluzione affinché questa sia compatibile con i diritti dei cittadini.

 Cos’è un digital twin?

In parole semplici, si tratta di una replica virtuale, che è in grado di riprodurre il comportamento di un sistema in reazione a “stimoli esterni”, in forma, ad esempio, di istruzioni di controllo, segnali forniti da sensori montati sul sistema reale o da altri componenti od oggetti che con esso interagiscono, input di materiali ed energia, sempre codificate digitalmente, o flussi di informazione di altra natura. Il simulatore produce un output, talvolta in forma grafica, riproducendo l’evoluzione del sistema fisico, oppure fornendo, ad esempio, le quantità, le principali caratteristiche quantitative e qualitative del prodotto, i consumi di energia, le eventuali emissioni del processo.

Dobbiamo quindi individuare quelle attitudini e quegli schemi che trasformino o creino situazioni diverse dalle attuali assumendo un atteggiamento, presente, attivo e consapevole.

Formare un team e riuscire a lavorare in armonia con persone nuove migliora il clima di lavoro e di conseguenza aumenta i vantaggi anche in termini di produttività.

L’innovazione sociale insegna ! a fare la differenza non è la natura ma la scala delle sfide che si vogliono affrontare e rispetto alle quali misurare la capacità di apportare cambiamenti positivi e duraturi che fondino, o contribuiscano a fondare, un nuovo sistema.

Da soli non ci si salva !!     

con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.      

           accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso

Cerchiamo volonterosi per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere, aprirsi al lavoro produttivo.Abbiamo idee e progetti ! da proporre ! 

Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.

CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI NEL REALIZZARE

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quello che facciamo ! . . . promozione sociale . . . non profit . . .

Promuovere lo sviluppo sia culturale che sociale richiede sacrifici e altruismo.

        CERCHIAMO FIGURE FORMATE  E’  SENSIBILI  ALLA PROMOZIONE SOCIALE NON PROFIT PER UN’IMPEGNO DIRETTO SUL CAMPO

Uno degli scopi del Comitato Trazzera Marina è  proprio quello di aiutare a formare ed orientare i minori alla convivenza civile, fare squadra, creare situazioni in grado di allontanarli dalle brutte frequentazioni e falsi idoli.

Il Comitato si pone come punto di riferimento nei confronti dei genitori e dei figli, allo scopo di ristabilire i rapporti all’interno della famiglia, tra la famiglia e la scuola, tra la famiglia e la società, tra i giovani ed il mondo del lavoro onesto e legale.

Vogliamo sostenere l’individuo nella crescita e nella riscoperta della sua dignità, lo aiutiamo a vedere modelli di vita alternativi a quelli che l’ambiente che lo circonda gli propone restituendogli la possibilità di scegliere consapevolmente il suo Progetto di vita.

Vogliamo rimettere a centro la meritocrazia.

Regole per tutti e rispetto di esse.

Essere dei controllori non solo controllati.

Sostenere interventi che promuovono l’educazione dei ragazzi alla legalità, il contrasto alla dispersione scolastica, la valorizzare dei giovani talenti, porre fine alla fuga dei giovani talenti meridionali dalla loro terra arginando così il depauperamento del capitale umano che affossa il Meridione, la tutela dei beni comuni – patrimonio storico-artistico e culturale, ambiente, riutilizzo sociale di beni del patrimonio dello stato - la qualificazione dei servizi socio-sanitari, l’integrazione degli immigrati e lo sviluppo del welfare di comunità.

Dobbiamo quindi individuare quelle attitudini e quegli schemi che trasformino o creino situazioni diverse dalle attuali assumendo un atteggiamento, presente, attivo e consapevole.

Formare un team e riuscire a lavorare in armonia con persone nuove migliora il clima di lavoro e di conseguenza aumenta i vantaggi anche in termini di produttività.

L’innovazione sociale insegna ! a fare la differenza non è la natura ma la scala delle sfide che si vogliono affrontare e rispetto alle quali misurare la capacità di apportare cambiamenti positivi e duraturi che fondino, o contribuiscano a fondare, un nuovo sistema.

Da soli non ci si salva !!     

con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.      

           accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso

Cerchiamo volonterosi per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere, aprirsi al lavoro produttivo.Abbiamo idee e progetti ! da proporre ! 

Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.

CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI NEL REALIZZARE

Dalle visioni alle strategie, dalle strategie ai progetti - alle realizzazioni.

Organizzazione :

– tel. mobile 347-4629179  e-mail : comitato@trazzeramarina.it